Conte non molla la Libia a Macron: «In autunno la conferenza si farà in Italia»

«Stiamo organizzando una conferenza in autunno sulla Libia in Italia, per dare un seguito a quella di Parigi e per coinvolgere tutti gli attori e i Paesi che a qualunque titolo possono dare un contributo, quindi anche gli Usa». A dare l’annuncio dalla conferenza stampa seguita al summit della Nato a Bruxelles, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Il processo di stabilizzazione non può riguardare solo l’Italia – ha detto ancora il premier -ma neppure il solo Macron».

L’annuncio di Conte a Bruxelles

L’obiettivo di riportare pace e stabilità nella nostra ex-colonia è la vera polpa del contenzioso tra Roma e Parigi. Il governo francese vuole sostituire l’Italia nel rapporto privilegiato con Tripoli. Il motivo per il quale l’allora presidente Nicolas Sarkozy provocò la fine del regime di Mouhammar al-Gheddafi e la morte violenta del suo leader rispondeva esclusivamente alla necessità di spezzare il monopolio italiano in Libia, diventato agli occhi dell’Eliseo ancor più insopportabile dopo la caduta del dittatore tunisino Ben Alì, legatissimo alla Francia. La guerra tribale che si combatte in Libia tra i signori della guerra e le ondate migratorie che da anni si abbattono sulle nostre coste sono diretta conseguenza di quei drammatici eventi. Ora Macron vuole continuare l’opera intestandosi il dossier della pacificazione della Libia e gestire in solitaria i benefici che ne deriverebbero.

Al summit parteciperanno anche gli Usa

Uno scenario che l’Italia, che più di ogni altra nazione ha pagato e tuttora paga l’avventurismo irresponsabile dei presidenti francesi, non può permettere che venga delineato. L’annuncio di Conte, con tanto di riferimento al coinvolgimento degli Usa, sa quindi tanto di un altolà intimato a Parigi: «Sulla Libia – ha detto ancora il premier – c’è tanto da fare e quel Paese va affiancato nel percorso che dovrà portarlo alle elezioni». Un percorso che Roma e Parigi valutano in misura diametralmente opposte. La Francia, che ha puntato sull’anti-italiano Kalifha Belqasim Haftar, le vuole subito. Al contrario, l’Italia che ha scommesso sul capo del Consiglio presidenziale Mustafa al Sarraj, vuole dapprima la convergenza di tutte le fazioni in lotta su una nuova Costituzione. Non è un caso che Conte abbia avvertito che «se arriviamo troppo presto alle elezioni si rischia il caos totale». La “guerra” con Parigi sul dossier libico è solo all’inizio.