Casaleggio la spara grossa: «Possibile la democrazia senza Parlamento»

Davide Casaleggio stavolta l’ha sparata proprio grossa: «È possibile una democrazia senza Parlamento». Sappiamo già che il fondatore della Piattaforma Rousseau pensa di celebrare le nozze tra democrazia elettronica e democrazia diretta. Ma un conto è la consultazione di una comunità web su questo o quel tema, un altro conto è pretendere di fondare l’intera impalcatura istituzionale di un Paese sui clic o sui like. Su certe cose non si scherza. O, per lo meno, si possono fare provocazioni, ma solo a patto di smetterla subito, in base alla vecchia saggezza popolare secondo la quale lo «scherzo è bello se dura poco». Il fatto è che Casaleggio non sembra avere alcuna intenzione di scherzare. E ciò è a dir poco preoccupante, visto il ruolo che egli occupa nel partito più votato in Italia.  Normale il putiferio che le sue parole, affidate a una intervista concessa al quotidiano La Verità, hanno immediatamente suscitato. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, parla di «autoritarismo», mentre il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro evoca il rischio della «dittatura». La butta invece sullo scherzo Giorgio Mulè, deputato di FI, che parla di «minchiata galattica».

Ma vediamo  i passaggi già contestati dell’intervista a Casaleggio. «Oggi, grazie alla Rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco». Per il giovane manager  «il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile». Casaleggio concede – bontà sua- il Parlamento  «ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti».Ma ciò non varrebbe per sempre:  «tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma». Insomma, la democrazia rappresentativa avrebbe gli anni contati.

Una democrazia senza Parlamento? È come dire un’automobile senza motore oppure un giardino senza fiori. Ci sono stati, nel Novecento, regimi che si sono autoproclamati “democrazie” senza avere un vero e proprio Parlamento. Ma erano sistemi governati da un unico partito, un partito comunista. Padrone, Casaleggio, di non credere nella democrazia. Ma dovrebbe quantomeno avere l’onestà di ammetterlo.