“Bye bye vitalizi”. Di Maio festeggia e annuncia: «Ora tocca alle pensioni d’oro»

In piazza Montecitorio, a festeggiare l’avvenuto taglio dei vitalizi agli ex-deputati, ci sono solo gli onorevoli a Cinquestelle. Baci, abbracci  e palloncini gialli per dare il senso di una festa che resta, però, alquanto triste. Non per i tagli dell’80 per cento (in qualche caso persino del 90) su pensioni percepite da persone di ottanta e novant’anni, ma perché stiamo parlando di 1400 “ex” per un risparmio che si aggira sui 40 milioni. E che potrebbe persino rivelarsi un boomerang alla luce dei ricorsi che pioveranno copiosi sulla delibera approvata in queste ore. Ma domani è un altro giorno e oggi il festeggiato è soprattutto Roberto Fico: «Abbiamo posto fine a una grande ingiustizia di tanti anni della nostra Repubblica – gongola -, i cittadini sentivano molto forte l’esigenza di porre fine ai vitalizi degli ex parlamentari».

Meloni: «Noi da sempre contro vitalizi e privilegi»

La piazza semivuota testimonierebbe il contrario, ma è il presidente di Montecitorio e va creduto sulla parola. Quanto ai ricorsi, Fico non ha dubbi: «Non sono preoccupato. So che la delibera che ho scritto è forte e rispetta la Costituzione». Come sempre l’appetito vien mangiando e dopo i vitalizi toccherà alle cosiddette pensioni d’oro. È Luigi Di Maio, che sui social ha lanciato la campagna “bye bye vitalizi“, in persona ad annunciare un provvedimento ad hoc per «la settimana prossima». Tagli su tagli. Ma l’argomento ha la sua popolarità. Altrimenti non si spiegherebbe la ressa per salire sul carro degli abolizionisti. Anche Matteo Salvini, la cui vecchiaia sarà certamente ristorata dal vitalizio già maturato grazie alle tre legislature fatte all’Europarlamento, si ritaglia uno strapuntino alla mensa dei vincitori: «Stop a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!’».

La Carfagna: «La delibera di Fico è incostituzionale»

Del ricalcolo contributivo su vitalizi e pensioni d’oro Giorgia Meloni rivendica addirittura la primogenitura: «FdI – ricorda –  ha votato l’abolizione di un privilegio inaccettabile e fuori dal tempo. Abbiamo combattuto per anni, spesso in totale solitudine, e siamo contenti che ora sia patrimonio di tutti. La proposta del M5S contiene purtroppo delle lacune ma ci auguriamo che, per questo motivo, la riforma non venga bloccata». Anche Ettore Rosato, del Pd, ha votato la delibera di Fico, pur giudicandola «debole». Alla fine, gli unici a non unirsi al coro sono i berlusconiani, anche per coprire politicamente la decisione della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, di non seguire ciecamente Fico, la cui delibera viene definita da Mara Carfagna «debolissima e palesemente incostituzionale». «Ci costerà più di avvocati di quanto ci farà risparmiare». Una profezia che domani potrebbe diventare un epitaffio.