Troppi furbi: riformare subito la permissiva legge sul diritto d’asilo

3 Giu 2018 12:06 - di Giancarlo Cremonini

Riceviamo da Giancarlo Cremonini e volentieri pubblichiamo

Non passa giorno senza che sbarchino negli accoglienti porti italiani torme di disperati che tutti, indistintamente, dichiarano di essere perseguitati politici o profughi di guerra meritevoli della concessione del diritto di asilo che, come noto, dà al beneficiario notevolissimi vantaggi e costi elevatissimi alle casse dello Stato Italiano. Le statistiche molto accurate rilasciate dal ministero dell’Interno, però, sono molto impietose mostrando che solo dieci richiedenti su cento sono veri profughi mentre i restanti novanta sono solo dei furbetti dell’asilo autentici clandestini. Ma mentre i furbetti del cartellino italiani vengono licenziati e messi alla gogna da Massimo Giletti i furbetti dell’asilo politico vengono ospitati in hotel con piscina a spese di noi italiani e poi, nella migliore delle ipotesi, rimpatriati con comodi voli diretti sempre a spese nostre. Riguardo a questo fenomeno che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni viene subito da chiedersi per quale motivo tutti questi iracheni, nigeriani, cingalesi, eritrei, siriani, afghani e pakistani dovrebbero tutti decidere di venire in Italia, un Paese diverso per lingua, tradizioni e religione, quando ai loro confini hanno altre nazioni molti più affini ove potrebbero rifugiarsi (citiamo la Turchia, la Siria, la Giordania ecc). Logica e buon senso vorrebbero che, quando una persona deve momentaneamente allontanarsi dal suo Paese per motivi bellici, cerchi di restare il più vicino possibile in modo da poter prontamente rientrare in patria a guerra  o persecuzione politiche finite. Così fecero gli italiani e cosi hanno fatto tutti i profughi di guerra in tutti i tempi. Al contrario, quando si decide di andare in Paesi diversi e lontanissimi sia per cultura che per mera distanza, allora vuol dire che la guerra o le persecuzioni sono un comodo pretesto per ottenere uno status di rifugiato che, altrimenti, non si sarebbe potuto ottenere.

E qui veniamo al punto dolente dell’attuale legislazione sul diritto di asilo che è troppo lassista e permissiva. Va detto senza esitazioni o timore che occorre modificare celermente tale legislazione e affermare che i profughi, siano essi politici che religiosi che di guerra, non hanno il diritto di scegliere liberamente in quale nazione chiedere asilo, bensì hanno il dovere di chiederlo nel Paese a loro più vicino che offra garanzie di democraticità e di salvaguardia della vita umana. Tanto per fare un esempio, il Tamil (di etnia indiana) che fugge da Ceylon o dallo Sri Lanka che dir si voglia non deve avere diritto a chiedere asilo politico in Italia o Germania, bensì deve avere l’obbligo di chiederlo in India che, per comune ammissione, è un Paese libero e democratico. L’eritreo che fugge dal suo paese non deve chiedere asilo politico in Svezia o Finlandia ma a Dubai o negli Emirati Arabi Uniti che sono vicinissimi che hanno standard di vita più che adeguati. Se così non sarà, un numero sempre maggiore di pseudo perseguitati verrà a bussare alle nostre porte, abusando del diritto d’asilo per ottenere quello che, in realtà, sarà solo un permesso di soggiorno mascherato. I governi europei non possono continuare a nascondersi dietro un dito ignorando questo gravissimo problema. Bisogna chiaramente affermare che l’asilo politico può essere dato solo a precise e strette condizioni a chi veramente ne ha diritto. E infine c’è da ricordare che il diritto d’asilo deve venire meno nel momento in cui cessano le ragioni che lo hanno determinato, come giustamente evidenziato dal Presidente americano Donald Trump con riferimento ai profughi haitiani. In altri termini, il giorno in cui la Siria dovesse tornare ad essere un Paese libero, pacifico e democratico, in quell’esatto momento tutti i siriani presenti in Italia con lo status di profugo dovrebbero subito ritornare a casa, perché i veri fuorisciti tornano a casa appena possono, anche per dare una mano nella ricostruzione della loro Patria. Quelli che non tornano sono solo dei mistificatori e dei furbi.

Commenti

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  • TonyHope 5 Giugno 2018

    Bisogna bloccare tutto! Questa gente non scappa da nessuna guerra se non un piccolissima percentuale.

  • Carlo 3 Giugno 2018

    Io non ne farei sbarcare neanche uno e incomincerei a chiudere tutti i centri sociali sono un pericolo per l Italia chi è quel bastardo che mantiene i centri sociali

  • avv. alessandro ballicu 3 Giugno 2018

    bisogna modificare la costituzione, perchè se domani un miliardo di cinesi chiedesse asilo politico teoricamente ne avrebbero diritto, purtroppo, secondo la norma di cui all’art.10 terzo comma della costituzione che andrebbe rapidamente cancellata

  • pietro meucci 3 Giugno 2018

    Blocco navale, Reato di clandestinità e centri di identificazione su isola deserta.

  • NO IN ITALIA 3 Giugno 2018

    PROFUGHI : i profughi a casa da chi ha destabilizzato e destabilizza ( stati uniti-francia-inghilterra . . . ) .
    IMMIGRATI : gli immigrati . . . loro stessi destabilizzano quindi . . . solo permessi turistici brevi tipo
    tre mesi all’anno sottoposti all’obbligo di firma il primo, il secondo e il terzo mese .
    Alla scadenza del terzo mese tempo una settimana per andarsene fuori dall’Italia e non tornare
    per un anno . chi transige e viene beccato deve essere , a sue spese, riportato da dove e’ venuto .