Saviano se la prende anche con Di Battista: «Sei la stampella di Salvini»

Saviano aveva dato del “bandito” a Salvini in questi giorni in cui la vicenda della nave Aquarius sta risvegliando i buonisti e i paladini dell’accoglienza senza limiti. Se l’era presa con Conte, Di Maio, Toninelli, Salvini. Ora è il turno di Di Battista contro il quale Saviano scarica tutta la sua ira. «Quante banalità per giustificare le balle sui migranti e farvi sentire a posto con la coscienza. Quante banalità per non dire di essere diventato nulla di più e nulla di meno che stampella di Salvini». Attacco frontale ad Alessandro Di Battista  contenuto in un lungo post sull’immigrazione dedicato al pentastellato in trasferta negli Usa. Lo scrittore commenta con qualche giorno di ritardo il video nel quale l’ex deputato M5S difendeva a spada tratta le decisioni del governo sul caso Aquarius.

«Ed ecco – scrive Saviano – Alessandro Di Battista che, non dal povero Madagascar, mentre magari partecipa a un progetto di cooperazione internazionale patrocinato da una Ong (dovete sapere che le Ong sono le uniche che si preoccupano di costruire qualcosa in Africa, quell’aiutiamoli a casa loro di cui tutti vi parlano ma che nessuno mette in pratica), ma dalla ricca San Francisco, dichiara: “Il futuro degli africani è in Africa». Ovvio, credo che sia quello che si augurano anche gli africani… ma come? Quali sono le politiche di questo governo su armi e cooperazione. Nessuno lo sa. Nessuno lo dice, sapete perché? Perché – si risponde – non ne hanno idea, perché non ce ne sono». Vorremmo sapere quali siano le sue di idee, visto che solo di chiacchiere inconcludenti dà prova nei suoi lunghi monologhi. Poi altro veleno su “Debba”: e se per Saviano Di Battista parla di immigrazione «dagli Usa, a spese dell’odiato Berlusconi», gli elettori sarebbero invece aizzati «come cani da combattimento contro quelli che loro chiamano radical-chic (chiunque li critichi lo è), ma non vi hanno insegnato a riconoscerne uno quando ve lo trovate vicino, a un palmo dal vostro naso», spiega l’autore di Gomorra, nonché detentore delle chiavi della verità.