Salvini dopo il rientro da Tripoli: «La Francia in Libia ha fatto solo danni»

«Quando parlavo di centri di protezione e identificazione da aprire ai confini della Libia, intendevo ai confini esterni della Libia». È quanto tiene a precisare il ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la conferenza al Viminale, dopo il rientro da Tripoli. «Raramente ho riscontrato una comunione di intenti come oggi con il presidente libico Serraj e con tutte le autorità ho incontrato: c’è totale condivisione tra la Libia e l’Italia mentre non si può dire lo stesso tra la Libia e la Ue o tra la Libia e altri Paesi europei che lì hanno fatto solo danni». Il riferimento, chiarissimo, è alla Francia, che oltre ad aver provocato la caduta di Gheddafi, ha operato nel paese nordafricano solo per tutelare i propri interessi, con i risultati che sono sotto gli occhi  di tutti.

«Ho visitato – aggiunge Salvini – un centro nel cuore di Tripoli assieme alla Unhcr per mille immigrati e l’ho trovato all’avanguardia». Quanto agli Hot spot da aprire ai confini della Libia, il titolare del Viminale afferma che «Niger, Mali, Ciad, Sudan, sono tutti coinvolgibili ma serve un’azione forte della Unione europea, come fu fatto con la Turchia per i confini Est. Inoltre, ci piacerebbe che l’azione francese in Niger fosse più operativa: ma non do lezioni ai francesi altrimenti poi Macron si offende..».

Salvini ha infine lanciato anche un avvertimento all’equipaggio della Lifeline: «Questa nave, che batte bandiera dubbia, è una imbarcazione fuorilegge e ovunque dovesse attraccare andrebbe sequestrata e il suo equipaggio posto in stato di fermo»