Ricordo di Angelo Manna, il missino che cercava la verità sul Risorgimento (video)

Angelo Manna, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte, è stato un popolarissimo giornalista, scrittore, politico e poeta napoletano. Classe 1935, Manna fu uno dei pochissimi parlamentari meridionali che tentò, attraverso interrogazioni e scritti, di squarciare il velo della verità sul Risorgimento italiano, e in particolare sui crimini commessi dalle truppe piemontesi neoi confronti degli intermi popoli meridionali invasi. Coraggioso, poco incline ai compromessi, grande oratore, Manna acquistò popolarità con la pionieristica trasmissione televisiva Il Tormentone, sull’emittente locale Canale 21, alla fine degli anni Settanta, in cui denunciava ogni giorno ai telespettatori le brutture e gli scandali della politica italiana. Laureato in Giurisprudenza, dal 1960 al 1971 lavorò al quotidiano napoletano Il Mattino. Nel 1983 si candidò come indipendente nelle liste del Movimento Sociale Italiano risultando eletto e rimanendo alla Camera fino al 1992, distinguendosi per il numero di interrogazioni  einterpellanze sui più svariati argomenti, anche se la sua battaglia principale verteva sempre sul meridionalismo. A Montecitorio Manna propose, tra l’altro, che il dialetto napoletano (lui la chiamava “lingua”) fosse insegnato a scuola, dimostrandosi anche in questo un antesignano, poiché lo studio dei dialetti e delle identità sta tornando in auge in questi anni. Propose inoltre, per provocazione ma non troppo, che gli appalti in Campania fossero preclusi alle imprese del Nord Italia. Nel marzo del 1991, poi, ci fu la sua storica interpellanza al ministero della Difesa, rappresentato in quel momento dal sottosegretario Clemente Mastella, in cui chiedeva di togliere il segreto di Stato dall’archivio dell’esercito italiano e su tutti quei documenti comprovanti “gli intenzionali bestiali crimini perpetrati dalla soldataglia piemontese” ai danni delle popolazioni inermi delle “usurpate province meridionali”. Manna su questo argomento scrisse anche numerosi saggi e articoli, anche sul Secolo d’Italia, tra cui Cose di Napoli (1978-1979, tre volumi di commenti a documenti inediti o rari riguardanti la storia di Napoli), Quegli assassini dei fratelli d’Italia (1990), Politici meridionalisti tra rinnegamenti ed abiure (1991), ’A mazza e ’o pivuzo, il giuoco fanciullesco più religioso del mondo (1987). Gli Angiò di Napoli, Ma il suo lavoro più conosciuto è L’Inferno della Poesia Napoletana, un’antologia di poesie napoletane proibite (prima edizione 1974) giunta alla terza edizione nel 1991. Angelo Manna morì nella “sua” Napoli l’11 giugno del 2001.