Prodi ammette: «Era meglio Gheddafi, con lui i barconi non c’erano»

«Giusto e condiviso sdegno per le dichiarazioni francesi». L’ex premier Romano Prodi in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, dice la sua sulla vicenda migranti. È un’intervista-confessione perché il Professore smantella tutte le convinzioni che per anni hanno animato i suoi democratici, in particolar modo su Gheddafi, contro cui il centrosinistra si scatenava (basti ricordare le dichiarazioni di fuoco all’indomani dell’accordo tra il leader libico e Berlusconi). «Dire quello che ha detto il governo francese – ha affermato Prodi – è intollerabile soprattutto da parte di un governo che ha causato l’inizio di questa tragedia. La guerra in Libia l’ha fatta la Francia che in questi anni ha gestito le cose in Libia con iniziative assolutamente proprie non curandosi degli interessi generali. Macron, in questo unico caso, non ha fatto altro che mettere insieme le forze politiche italiane».

«In questo momento la migrazione è la più grande bomba ad orologeria in Europa», ha detto ancora Prodi. «Capisco che oggi la situazione è molto più complicata, rispetto ai tempi in cui ci siamo trovati a gestire la vicenda albanese, perché in Libia non c’è un governo con cui interloquire. Ma noi pattugliammo l’Adriatico su richiesta del governo albanese, tra l’altro con ottimi successi perché contemporaneamente s’iniziò un’attività umanitaria in Albania come aveva richiesto lo stesso primo ministro albanese. La propaganda deve essere usata fino ad un certo limite, non è giusto andare oltre. Anche allora come oggi – ha proseguito Prodi – c’è chi speculava vergognosamente sui migranti ma c’era il desiderio di aiutare in loco i migranti con l’accordo con il governo albanese in modo da evitare il collasso del Paese. Oggi in Libia Minniti non ha potuto fare un’azione simile perché non c’era un governo. Quando c’era Gheddafi, pur essendo un dittatore, non c’erano i barconi. Minniti è riuscito a costruire un rapporto solo con parte delle tribù. Fino a quando non ci sarà una regolamentazione della pace in Libia il problema peggiorerà. Serve la pace e la cooperazione di tutti».