Migranti, Salvini: «Abbiamo fatto più noi in 2 settimane che il Pd in 6 anni»

Salvini fa sul serio. La dimostrazione che sarebbe stato possibile gestire in maniera diversa i flussi migratori viene data in queste settimane in cui le altre nazioni europee sono state richiamate a un comune senso di responsabilità verso un fenomeno immane. «Abbiamo fatto più noi in due settimane che il centrosinistra in sei anni», ha dichiarato Salvini che, schiva  i colpi bassi di un’opposizione che non va oltre l’insulto. In vari interventi  il ministro dell’Interno ha chiarito un punto: «Marina militare e Guardia Costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta, che ne hanno competenza e con i quali sto lavorando benissimo, sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo». E prosegue: «Ci sono i libici, i tunisini, i maltesi, i francesi, gli spagnoli, i greci, le navi della forza europea Themis e spererei ci fossero anche quelle della Nato e quindi sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera, però – specifica – una volta fatta chiarezza sul ruolo delle Ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste».

Salvini ha annunciato che andrà molto presto in Libia.«Serraj ha chiesto all’Italia un intervento: io e il governo ci saremo. Andrò presto in Libia per parlare con lui. Un nostro intervento, con la Nato, è utile: per la lotta al terrorismo, ma anche per non parlare solo di migranti e barconi. Ma di economia e business, di cultura e politica». Salvini annuncia più investimenti in Libia – una «collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali» – e manda una frecciata al presidente francese Emmanuel Macron: «Non capisco da che pulpito voglia fissare le elezioni». Il responsabile del Viminale torna ad attaccare le Ong. «Mi pare che questi abbiano gettato la maschera – accusa – Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici. Sono finanziati direttamente da persone come Soros che non vuole aiutare i bambini che scappano, ma creare nuovi schiavi. Ecco perché continueremo a non far entrare le navi Ong e a dirottarle in altri Paesi».

Salvini spiega di voler rivedere il sistema della cooperazione, «con interventi concreti attraverso fondazioni che lavorano con le università, penso all’esperienza di Letizia Moratti, o con le associazioni di categoria che si occupano di agricoltura o di infrastrutture da costruire». Il ministro vede “occasioni di sviluppo economico” per l’Italia. Il piano per l’Africa, prosegue, prevede anche centri di accoglienza in Libia, Nigeria, Costa d’Avorio, Tunisia, Libia ed Egitto, nelle zone di transito e di partenza: «Penso a un grande evento Africa-Europa sotto la bandiera della Ue». Per il ministro «siamo solo all’inizio. Non sono qua a festeggiare spiega -, sarà un percorso lungo e difficile, ma son contento di aver dato un segnale di orgoglio e dignità a nome del popolo italiano». Se gli si chiede perché i predecessori non abbiano agito chiudendo i porti come ha fatto lui, risponde: «Perché c’è ancora quella parte di sinistra radical chic per cui l’Italia deve diventare un campo profughi».