Migranti, Meloni, Conte dia l’altolà alla Ue: imponga il blocco navale in Libia

Il Mediterraneo, un cimitero a cielo aperto che bisogna arrivare a chiudere. Basti pensare che l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), dopo aver dato notizia della morte di 200 migranti in due giorni (il 19 e 20), dicendosi «sconvolto per questi annegamenti di massa in Libia» ha tirato le somme di una tragedia ininterrotta stilando quello che è ormai un vero e proprio bollettino di guerra che sentenzia un verdetto capitale: «Oltre un migliaio di migranti sono morti annegati nel Mediterraneo dal gennaio scorso, nel tentativo di raggiungere a bordo di barconi le coste dell’Europa». Per questo, l’inversione di rotta varata dal governo urge più che mai: e la Meloni esorta il premier a risolvere il problema dalle fondamenta: ossia, andare a Bruxelles a chiedere un blocco navale che parta dalla Libia.

Meloni, Conte deve andare in Europa a chiedere il blocco navale in Libia

Insomma, è chiaro a tutti che così non si può continuare: questo mercato di esseri umani, questo traffico selvaggio condotto sulla pelle di disperati per arricchire chi, sul business dell’immigrazione, ha costruito imperi economici e un potere assoluto, va stroncato e debellato una volta per tutte. Per questo, riteniamo, non può bastare dire – come ha fatto poco sempre l’Unhcr in una nota – che «serve un’azione internazionale urgente per rafforzare gli sforzi dei salvataggi in mare»; occorre, semmai, come ribadito ancora una volta nel suo intervento ad Agorà, su Rai 3, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, «aprire gli hotspot in Africa e decidere chi ha diritto di essere distribuito tra i 27 paesi europei». Per questo, ha anche aggiunto la numero uno di FdI, «Conte deve andare in Europa a chiedere il blocco navale di fronte alle coste libiche». E a chi bolla il suggerimento come «un atto di aggressione verso la Libia», la Meloni replica con fermezza: «Anche mandare da noi 600mila migranti in sei anni è atto di aggressione»…

Salvini, la Lifeline va sequestrata e il l suo equipaggio fermato

Intanto, mentre dai tavoli istituzionali alla tv si dibatte, altre navi salpano, naufragano, richiedono urgenti interventi di salvataggio e poi puntano il timone verso le nostre coste. Tra tutte, in queste ore, dopo il caso Aquarius, come notorio si parla della Lifeline, che il ministro dell’Interno Salvini ha fatto sapere essere «una nave fuorilegge (Ong tedesca che usa finta bandiera olandese e mi diede del «fascista») e che è ora in acque di Malta, col suo carico illegale di 239 immigrati. Per la sicurezza di equipaggio e passeggeri abbiamo chiesto che Malta apra finalmente i suoi porti», ha scritto il vicepremier leghista su Facebook, aggiungendo: «Chiaro che poi quella nave dovrà essere sequestrata, ed il suo equipaggio fermato. Mai più in mare a trafficare, mai più in Italia. Sento il Popolo vicino, grazie per l’affetto!».