Meloni: «I rom devono rispettare le regole come le rispettano gli italiani» (video)

mercoledì 20 giugno 10:51 - DI Augusta Cesari

«Non è una questione di etnia, è una questione di sicurezza». Lungo e applaudito intervento di Giorgia Meloni nel corso della trasmissione di Bianca Berlinguer “Cartabianca”. Il tema caldo della trasmissione verteva sul caso del censimento dei rom nei campi nomadi che sono sul territorio nazionale, tema che ha fatto scaldare tanto i buonisti e la sinistra, come se improvvisamente non esistesse un’emergenza sicurezza legata al fenomeno. Senza contare tutte le “mappature” realizzate dalle amministrazioni di sinistra in questi anni, che sono rimaste “sotto traccia” rispetto ai riflettori mediatici che oggi demonizzano il governo. Giorgia Meloni ha ribadito un principio semplice incontrovertibile. «Io dico che i rom vanno trattati come tutti gli altri italiani. Sono uguali a noi e devono rispettare le regole come le rispettiamo tutti noi».

Il che vuol dire: mandare i bimbi dei rom scuola, intervenire nei casi di degrado in cui vengono tenuti i minori, con gli interventi dovuti in cui incorrerebbe una qualsiasi famiglia italiana, essere leali con il fisco. Insomma, i rom che rispettano le regole e si integrano nel tessuto collettivo non sono certo il problema. Il problema è chi non lo fa e rimane “sconosciuto” . «Se io sono un cittadino italiano -specifica la Meloni – allo Stato devo dire dove abito, da quanto ci abito, se sono sposata oppure no, quanti soldi ho in banca, devo pagare fino all’ultimo centesimo di tasse e se non faccio i vaccini mi denunciano. Scusate, si può fare per tutti?». Il problema è la sicurezza, ma si fa finta di non capire.

Commenti

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  • Exitoab@hotmail.com 23 giugno 2018

    Chi vive in Italia deve rispettare le leggi lavorare onestamente pagare le tasse però prima dei rom nel dargli le case vengono gli italiani

  • dcosmidi@otenet.gr 21 giugno 2018

    La sicurezza del paese Italia e la cosa principale. Qui si tratta che i roma devono rispettare le regole del paese cui hanno deciso di VIVERE. Quindi vanno registrati mandano i figli a scuola lavorano onestamente e pagano le tasse. Sono cose e regole , sacre se vogliono stare in Italia altrimenti che tornano nelle loro terre.

  • lenzidani@gmail.com 21 giugno 2018

    Devono nomadare come hai detto tu Giorgia! Visto che tengono molto a precisare la loro identità, sappiano che di spazzatura lungo i fiumi e nelle periferie ne abbiamo già abbastanza, cosi come di delinquenti! Che tornino tutti in Transilvania, nemmeno le salsicce possiamo farci! Occupiamoci delle nostre famiglie italiane povere!!! Altro che case e scuola a questi! I diritti si danno in cambio dei doveri…..troppo facile cosi’!

  • teobaldo.rocca@consiglio.regione.lombardia.it 21 giugno 2018

    ALER, ALER, ALER ALER, ALER, ALER E CASE POPOLARI COMUNALI di Milano, non mi stancherò MAI di dirlo. Da sole costituiscono, nell’insieme, l’intera città di Bologna e sono lasciate a se stesse senza un organo di controllo che vigila ed interviene efficacemente. Rom ed extracomunitari hanno occupato abusivamente gran parte degli alloggi, molti sono clandestini o col permesso di soggiorno scaduto, vivono di espedienti , di lavoro nero e spaccio, altri sono assistiti da associazioni, comitati, partiti, sindacati, pie donne caritatevole, caritas e da falsi buonisti. Alcune banche destinano parte del loro bilancio a finanziare progetti per dare loro assistenza rifiutando di aiutare gli italiani bisognosi. Manca vergognosamente un coordinamento delle forze di polizia per un pronto intervento all’interno di questi quartieri, sprovvisti di custodi, di manutenzione e di controllo sociale e psichiatrico nei riguardi dei barboni e disabili mentali che occupano le cantine oppure gli alloggi, trasformandoli in latrine e immondezzai pronti a prendere fuoco da un momento all’altro come accade continuamente. In questi quartieri vivono, spacciatori, ladri e assassini, occorre un censimento urgente con un controllo casa per casa della gente che vi abita. I cittadini regolari se intervengono vengono minacciati o vessati insieme ai loro congiunti, le autorità sia amministrative che quelle delle Forze dell’ordine si rifiutano di intervenire nelle commissioni preposte e preparate dai Municipi zonali, per discutere di questi problemi sentendo anche le giuste preoccupazioni dei cittadini. Nessuno mai ha pensato che i futuri attentati terroristici saranno pianificati in questi quartieri dove sovrasta l’anarchia più assoluta. Questa è la Milano d’oggi, senza Stato, senza Forze dell’ordine, senza amministrazione politica, sociale e sanitaria.

  • carlo.cervini@venetolavoro.it 21 giugno 2018

    Dalla famigerata guerra del Cossovo del 1998 contro Milosevic oltre 100.000 zingari di varie etnie sono venuti in Italia Via terra (Gorizia e Trieste) con licenza di rubare e delinquere a volontà………….sono popoli nomadi ? benissimo un permesso di transito e residenza massimo di un anno non prorogabile e poi fuori dai piedi, vadano a “visitare” altri Paesi e vedremo se gli danno 800/1.000 euro a capofamiglia per non delinquere e tutti i benefici sociali degli itagliani iper tassati. Basta bengodi !

  • giovanni vuolo 21 giugno 2018

    DAVVERO E’ INCOMPRENSIBILE QUESTA LEVATA DI SCUDI SUL CENSIMENTO DEI NOMADI. I CITTADINI ITALIANI SONO PERIODICAMENTE SOTTOPOSTI A CENSIMENTI: DOVE SAREBBE LA DISCRIMINAZIONE?
    SE UN COMUNE MORTALE PRENDE UNA MULTA DA UN AUTOVELOX ( ALTRA PIAGA), IL PROVVEDIMENTO GLI VIENE FORMALMENTE CONTESTATO ALLA PROPRIA RESIDENZA. COME SI FA A NOTIFICARE UNA SANZIONE AD UN ROM? LA DISCRIMINAZIONE DEI BUONISTI, COME SEMPRE, E’ IN SENSO INVERSO.
    NEL SENSO CHE LE REGOLE SONO FATTE SOLO PER I COMUNI CITTADINI. AD ALTRI INVECE, E’ CONSENTITO FARE IL PROPRIO COMODO ,VIVENDO FUORI DALLE REGOLE. E SPESSO, QUESTA CONDIZIONE E’ IL BRODO NEL QUALE PROSPERA LA CRIMINALITA’

  • jorgrosj69@gmail.com 21 giugno 2018

    GRAZIE ALLA CHIESA E SINISTRA ITALIA PATTUMIERA DEL MONDO . . .

  • enzo_altieri@libero.it 21 giugno 2018

    USCIRE DALL’EURO ZONA E CHIUDERSI A RICCIO QUESTA E’ L’UNICA SOLUZIONE.

  • mariosmanca35@gmail.com 21 giugno 2018

    Concordo con Franco. Non solo dare un grosso giro di vite, ma anche punire pesantemente quelli che, preposti alla sorveglianza sull’osservanza di tali norme, se ne fregano altamente. E per punire pesantemente intendo punizioni pecuniarie, anche detentive e perché no? anche corporali, come nel Medio Evo.
    Mario Salvatore Manca

  • merighifranco1@gmail.com 20 giugno 2018

    UTOPIA ! Si vorrebbe che rispettassero le regole ma gli zingari pur conoscendole NON le vogliono rispettare . A dimostrazione ci sono casi di zingari con addosso 30-40-50 denuncie e continuano
    imperturbati i liberi . Cambiare dando un grosso giro di vite alle norme riguardanti le sanzioni penali
    non e’ un’ utopia . Tutti lo chiedono e i tempi per farlo sono quelli giusti .