Macron vuole le sanzioni contro i paesi che respingono i migranti. Ce l’ha con noi?

Il presidente francese Emmanuel Macron ha evocato sanzioni finanziarie verso i paesi dell’Ue che rifiutano di accogliere migranti. Dopo il recente screzio diplomatico con l’Italia impossibile non pensare che il bersaglio dell’Eliseo sia proprio il nostro Paese. “Non si possono avere paesi che beneficiano massicciamente della solidarietà dell’Ue e che rivendicano massicciamente il loro egoismo nazionale quando si tratta dei soggetti migratori”, ha affermato il presidente francese nella conferenza stampa di oggi a Parigi con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Ancora, Macron ha negato che in Italia esista una forte pressione migratoria tale da mettere in discussione i soccorsi. Dobbiamo ricordare “la realtà” dei fatti, ha detto, “l’Europa non attraversa una crisi migratoria come quella del 2015”, rimarcando che “l’Italia non ha la stessa pressione migratoria dell’anno scorso”. Contro il rischio dei nazionalismi, “servono soluzioni europee”, dice Macron, che invoca “umanità ed efficacia” di fronte alla questione migratoria. “Gli sbarchi devono rispettare le regole e i principi umanitari del soccorso,” e avvenire “nel porto sicuro più vicino”, dice Macron che auspica “centri chiusi” nel paese d’arrivo dei migranti “con mezzi europei”. E chiede che sia l’Europa a gestire, “con procedure rapide”, la valutazione delle richieste d’asilo, la ripartizione fra i paesi membri di chi ne ha diritto e il rinvio in patria di chi non ne ha. Secondo Macron, il fardello che pesa sull’Italia non sono tanto gli sbarchi, che sono diminuiti, quanto le persone che rimangono nel paese senza avere diritto d’asilo. E per questo serve la solidarietà europea nei rimpatri. Quanto ad hotspot fuori dall’Europa, Macron ritiene che possano esserci solo se rispettano i principi dell’Unhcr e sono approvati dal paese ospite, di cui va rispettata la sovranità.

Il vicepremier Matteo Salvini ha prontamente replicato alle affermazioni di Macron snocciolando le cifre: “650mila sbarchi in 4 anni, 430mila domande presentate in Italia, 170mila presunti profughi a oggi ospitati in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi di euro -dice il vice premier e ministro dell’Interno – se per l’arrogante presidente Macron questo non è un problema, lo invitiamo a smetterla con gli insulti e a dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia“.

Rincara la dose l’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Le dichiarazioni di Macron sul fatto che in Italia non esista una crisi migratoria dimostrano come sia completamente fuori dalla realtà. Evidentemente i governi italiani precedenti gli avevano raccontato che il problema non esisteva, forse per far continuare indisturbato il business dell’immigrazione”. “In Italia l’emergenza immigrazione esiste – continua Di Maio – eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera. Macron sta candidando il suo Paese a diventare il nemico numero uno dell’Italia su questa emergenza, il popolo francese è sempre stato solidale e amico degli italiani. Ascolti loro, non chi fa soldi sulla pelle di quelle persone”. Poi la perentoria conclusione: “Non arretreremo di un millimetro. È l’ora della solidarietà europea!”.