Macron scende dal piedistallo, Conte va a Parigi. Ma lo strappo resta

La corda è tesa, i nervi pure. La tensione corre sul filo… del telefono: e nella notte il presidente francese Emmanuel Macron scende dal piedistallo su cui si era arroccato fino a poco prima e chiama il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi, che parlano di un chiarimento arrivato da Parigi. La telefonata di distensione arriva dopo una giornata ad alta tensione tra Italia e Francia, scatenata dalle dure e inaccettabili – soprattutto dati i precedenti dei respingimenti violenti dei migranti da parte dei francesi a Ventimiglia e Bardonecchia – critiche ingiustificate e irricevibili dell’Eliseo rivolte Roma riguardo alla gestione del caso Aquarius.

Conte domani sarà da Macron: l’annuncio di Palazzo Chigi

Dichiarazioni che hanno messo a rischio anche il bilaterale tra i due Paesi previsto per domani a Parigi con Conte intenzionato a dare forfait senza un chiarimento da parte della Francia, se non fosse accaduto che «la notte ha portato consiglio», e così, come confermato dallo stesso vicepremier Luigi Di Maio, intervistato da Rtl 02.5, «possiamo dire che è un primo segnale di disgelo», pur restando il fatto che, ha aggiunto lo stesso ministro del LAvoro a stretto giro, « Conte ha fatto bene a mettere in forse la sua visita a Parigi». E ancora: «Non possiamo accettare la morale da quelli che ci hanno abbandonato – ha aggiunto il capo politico dei Cinque Stelle – sono stato a Ventimiglia a vedere come la Francia respingeva alla frontiera, con il sospetto che respingessero dei minori, cosa che non si può fare. Non credo – ha concluso Di Maio – che ci possano dare lezioni». Lo strappo c’è stato, insomma, e la lacerazione – nonostante la toppa telefonica delle ultime ore – si sente. Nel frattempo, però, è arrivata la conferma del premier Conte che, domani, sarà a Parigi per l’incontro con il presidente francese. «Macron e Conte hanno convenuto che, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno, sono necessarie delle nuove iniziative da discutere insieme», e così, in una nota di Palazzo Chigi che dà conto del colloquio tra il presidente francese e il premier italiano, si legge che «per evocare questi temi e i numerosi dossier di comune interesse, il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro Conte si incontreranno a Parigi venerdì per pranzo di lavoro seguito da una conferenza stampa».

Ma domani Conte sarà in visita istituzionale a Parigi

Incontro confermato e diplomazia al lavoro, dunque, nonostante il professor Macron continui a dare lezioni di stile, invitando a lasciarsi alle spalle il «tempo delle emozioni», come se fossimo noi quelli a reagire di pancia, e non loro quelli che hanno definito la politica migratoria attuata con il caso Aquarius, «vomitevole». In tutto questo, allora, prova a riportare la calma e restaurare un clima di dialogo e di collaborazione effettive – incrinato da tempo, per la verità – la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, che a ridosso della telefonata notturna tra Macron e Conte, ha diplomaticamente sottolineato: «C’è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria», aggiungendo inoltre: «Abbiamo bisogno di parlare con l’Italia, è un grande partner, un grande vicino». Pace fatta allora? Ancora presto per dirlo. tregua armata per domani, almeno, quando si vedrà se le condizioni per siglare l’armistizio sono concrete o solo di facciata…