La classe non è acqua: i neosindaci di Pisa e Terni vengono dal Msi

Viene dal Fronte della Gioventù, Leonardo Latini, l’organizzazione giovanile del Msi-Dn. Il candidato voluto dalla Lega di Matteo Salvini e accettato dall’intero centrodestra è stato determinante per la conquista di Terni, una delle tante città in cui più longevo è stato il sistema di potere che dal Pci e arrivato fino al Pd. Potere “rosso”, alimentato dalla presenza delle acciaierie Ast (Acciai Speciali Terni Spa), società oggi controllata dalla ThyssenKrupp, ma che un tempo si chiamava Società degli altiforni, fonderie e acciaierie di Terni. La città è una delle capitali della metallurgia, della siderurgia e dell’informatica. Tanti gli operai, storica base elettorale della sinistra. E infatti qui i “rossi” hanno una nutrita collezione di vittorie interrotta solo alla fine degli anni ’90 dal successo di Gianfranco Ciaurro, un liberale con alle spalle una lunga carriera di commis d’Etat.

Latini e Conti hanno militato nella destra

Ora è toccato a Latini, che può coronare così i suoi sogni di giovane militante missino convinto come tanti della tesi dello “sfondamento a sinistra” teorizzata da Pino Rauti: basta con la strategia dell’attenzione verso l’elettorato moderato e puntare con forza verso i ceti popolari, smarriti dalla caduta del Muro e dal fallimento del cosiddetto socialismo realizzato. A distanza di tanti anni l’obiettivo è stato centrato, seppur con nuove parole d’ordine: stop all’immigrazione incontrollata, sicurezza, protezione delle fasce sociali più deboli.  Tipiche ossessioni dei benpensanti per i radical chic. Invece erano le paure dei più esposti e dei più poveri. Latini lo ha capito e ha vinto.

Vinta la sfida nelle regioni “rosse”

Viene dal Msi-Dn anche Michele Conti, nuovo sindaco di Pisa, una delle roccaforti storiche nella sempre meno rossa Toscana. E come Latini anche lui è stato proposto dalla Lega, a conferma di quanto il Carroccio abbia puntato sul radicamento politico e sulla credibilità personale degli uomini provenienti da An per essere competitiva al di la del Po. La sfida del neosindaco è particolarmente impegnativa. Pisa, come Siena e come Massa, anch’esse espugnate dal centrodestra, rappresentano città in cui l’egemonia post-comunista è tentacolare e penetra in ogni ganglio della vita pubblica e della società civile. Un motivo in più per realizzare un modello amministrativo all’altezza della sfida e della fiducia accordata dai pisani.