Il premier Conte parla al Senato: ecco i 10 punti chiave del suo discorso

5 Giu 2018 13:07 - di Bianca Conte

Deciso e ottimista, chiaro e conciso e, soprattutto, propositivo e fermo. Conte in Aula al Senato deciso, come lui stesso ha dichiarato, a chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo, ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare». Poi, nel suo discorso per la fiducia in Senato Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato cominciato con un «saluto al presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale e che ha accompagnato le fasi di formazione di questo governo», ha dichiarato di assumersi l’incarico di presidente del consiglio dei ministri «con umiltà e determinazione».

Il discorso di Conte al Senato: i 10 passaggi cruciali

«Assumo questo compito con umiltà ma anche con determinazione, con la consapevolezza dei miei limiti ma anche con la passione e l’abnegazione di chi comprende il peso delle altissime responsabilità a me affidate», ha detto Conte, interrotto a più riprese dagli applausi dell’Aula nel corso del suo discorso, ribadendo alla platea di essere «profondamente onorato di poter offrire impegno e competenze per poter difendere l’interesse dei cittadini di questo meraviglioso Paese». Poi, l’annuncio dei temi chiave e delle soluzioni ipotizzate e proposte nel contratto di governo a giuida Lega e Cinque Stelle. Vediamo, riassunte in uno schematico compendio riassuntivo quali sono:

  1. «Da noi un governo del cambiamento radicale di cui siamo orgogliosi: Populisti?  Lo siamo se significa ascoltare la gente». «Ci prendiamo la responsabilità di affermare che ci sono politiche vantaggiose o svantaggiose per i cittadini: le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo».
  2. «Il debito pubblico? Vogliamo ridurlo ma vogliamo farlo con la crescita e non con le misure di austerity».
  3. E sulla questione migranti, il premier non ha avuto dubbi o incertezze di sorta: «Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà».
  4. Sulla corruzione: «Cambia che combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura.
  5. Su giovani e lavoro: «Vogliamo dare voce ai tanti giovani che non trovano lavoro».
  6. Una pensione dignitosa e tasse eque nel rispetto dei diritti dei cittadini: «È ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa, che hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque».
  7. «Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati». E ancora: «Questo Governo intende agire con risolutezza. La lotta ai privilegi della politica e agli sprechi non è una questione meramente simbolica.
  8. Sulla sicurezza: «Il cambiamento – ha poi annunciato il premier Conte – è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Aumenteremo fondi, mezzi e dotazioni per garantire la sicurezza in ogni città»
  9. «L’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati».
  10. Poi, sviscerando il tema immigrazione, una menzione speciale viene rivolta al ricordo di Sacko, l’immigrato maliano in Italia con regolare permesso di soggiorno, ucciso in un violento scontro a fuoco nel vibonese dove era un attivista che difendeva i diritti dei braccianti agricoli. «La politica – ha detto il premier Conte – si faccia carico di questi drammi». E infine, su accoglienza e immigrazione: «Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti… Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo».

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