Giancarlo Giorgetti, dalla litigata con Conte al rapporto con Berlusconi

«Ho già litigato con Conte». Giancarlo Giorgetti in un’intervista a Panorama svela alcuni retroscena e parla dei rapporti con il premier e i cinquestelle. Braccio destro di Matteo Salvini, Giorgetti non è solo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma ha anche la delega sul Cipe, l’organismo da cui passano tutti i lavori pubblici e senza il quale nulla si muove. Rifiuta l’etichetta di eminenza grigia e preferisce un paragone calcistico. «Se devo essere qualcun altro preferisco Andrea Pirlo, chiamatemi Pirlo», dice Giorgetti, tifosissimo del Southampton. «Siccome tanti vogliono giocare in attacco e fare gol, c’è bisogno di stare a centrocampo e io sono capace di fare quello». Come centrocampista imposta lo schema di gioco. Tiene i rapporti con i ministri pentastellati e con il premier, dialoga con i dem e raccorda l’azione del governo con le richieste che arrivano dal centrodestra.

Giorgetti: «Berlusconi collabora per le cose utili»

Nella lunga conversazione con Panorama, Giorgetti parla anche dei suoi rapporti con Luigi Di Maio: «È diligente e sta affrontando una sfida enorme nonostante la giovane età». Poi descrive il premier Conte: «Digiuno di politica, ha già mostrato al G7 una grande capacità relazionale, perché se entri in feeling con Trump…. Simpatico non saprei, diciamo che non è un musone, poi è capace di comporre, di trovare mediazioni». E racconta: «Abbiamo litigato almeno due volte: una su come organizzare gli uffici. A un certo punto gli ho detto che ero stanco e che non era il caso di proseguire, sono andato via».

Giorgetti, nell’intervista a Panorama, parla anche del Cavaliere: «Non dico che ci guardi con favore, ma per le cose utili al Paese, collabora. Legittimamente ha cercato di portare avanti un governo di centrodestra che però non aveva i numeri. Siamo una coalizione, ma in competizione sui consensi». E sulla delega alle telecomunicazioni dice: «È una questione che ha gestito Salvini, so solo che il gruppo di Berlusconi sarà trattato come tutti gli altri e che non ha niente da temere. Non è un sottosegretario a garantire, ma i principi di governo».