75 città al ballottaggio. Centrodestra avanti: è primo in 29 Comuni

23 Giu 2018 10:14 - di Valeria Gelsi

Vigilia di ballottaggio, oggi, in 75 Comuni italiani, 14 dei quali sono capoluoghi di provincia. Chiamati alle urne, domani, anche una città capoluogo di Regione, Ancona, e un municipio di Roma, il III. In totale sono quasi 2 milioni e 800mila gli elettori chiamati a esprimersi, su un totale di 3,3 milioni di residenti.

La mappa uscita dal voto di due settimane fa, ha confermato il centrodestra come prima forza del Paese: la coalizione è in vantaggio in 29 Comuni, a fronte dei 20 in cui a partire più avanti è il centrosinistra. Il M5S partecipa con un proprio candidato sindaco alla sfida di sole 3 città: Ragusa, Avellino e Terni. Si tratta di un altro dato politicamente significativo e in linea con i sondaggi nazionali delle ultime settimane, che danno i pentastellati in un trend di decrescita rispetto alle politiche di marzo.

A catalizzare le attenzioni sono in particolare i Comuni della Toscana, ex capofila e oggi di fatto ultimo baluardo delle cosiddette “Regioni rosse”: già al primo turno si è visto che la definizione è sperata dai tempi; il ballottaggio potrebbe decretarne il definitivo pensionamento. Grande attesa dunque per il risultato di Siena, Pisa e Massa. Nella città del Monte Paschi si sfidano il sindaco uscente Bruno Valentini del Pd contro Luigi De Mossi del centrodestra, che al primo turno sono usciti vincitori su un totale di 9 candidati, aggiudicandosi rispettivamente il 27,4% e il 24,2%. A Pisa, invece, è il centrodestra a partire in vantaggio con Michele Conti al 33,4% contro Andrea Serfogli del centrosinistra al 32,3%. A Massa, poi, a sfidare il sindaco uscente e docente universitario Alessandro Volpi, che ha raggiunto il 33,94% dei voti con una coalizione formata da Pd, Mdp e cinque liste civiche, è Francesco Persiani, avvocato e presidente della Camera penale, che parte dal 28,18% ed è sostenuto Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e una lista civica.

A Imperia, invece, il centrosinistra è già fuori dai giochi e la sfida è tutta interna all’area politica moderata: al ballottaggio si sfidano l’ex ministro del governo Berlusconi, Claudio Scajola, sostenuto da una civica e arrivato al 35,3%, e il candidato del centrodestra Luca Lanteri, arrivato al 28,7%. Sfida più tradizionale, ma con il centrodestra ampiamente in vantaggio a Sondrio: Marco Scaramellini del centrodestra parte dal 46,8% contro il 36,1% del candidato del centrosinistra Nicola Giugni. Proporzioni invertite, invece, ad Ancona, dove il sindaco uscente Valeria Mancinelli del Pd al primo turno è arrivata al 48% contro il 28,4% del candidato di centrodestra, ma civico, Stefano Tombolini.

A Terni la sfida ha il sapore “governativo”: il candidato del centrodestra Leonardo Latini, che ha mancato la vittoria al primo turno per appena lo 0,8%, attestandosi al 49,2% dei consenti, è espressione della Lega; l’avversario Thomas De Luca, fermo al 25%, è del M5s. Amplissima la forbice tra candidati che vanno al ballottaggio a Viterbo, dove il centrodestra con Giovanni Maria Arena parte dal 40,2% mentre la sfidante civica Chiara Frontini è ferma al 17,6%. Divario meno marcato, ma comunque significativo tra i candidati di Teramo, anche in questo caso con il centrodestra in testa: Giandonato Morra parte dal 34,6% a fronte del 21,1% di Gianguido D’Alberto al 21,1%. Non solo: Morra ha anche registrato l’appoggio di un altro candidato a sindaco uscito sconfitto dal primo turno, Giovanni Cavallari, il quale “porta in dote” il significativo 10,24% ottenuto dalla sua lista civica.

Al Sud occhi puntati su Brindisi dove Roberto Cavalera del centrodestra parte dal 34,7% contro il 23,5% di Riccardo Rossi appoggiato dal centrosinistra. Centrodestra assente, invece, ad Avellino, dove la sfida è tra Nello Piazza del centrosinistra, al 42,9%, e Vincenzo Ciampi del M5S, al 20,2%. C’è poi la Sicilia. Sfida apertissima a Ragusa, dove entrambi i candidati partono da percentuali piuttosto basse e non troppo distanti tra loro: Antonio Tringali del M5S è al 22,7% mentre Giuseppe Cassì del centrodestra al 20,8%. Quasi dieci punti di distacco, invece, a Messina tra il candidato del centrodestra Dino Bramanti al 28,2% e il civico Cateno De Luca al 19,8%, il quale in caso di una vittoria a sorpresa si ritroverebbe solo in consiglio comunale: le sei liste che lo appoggiano non hanno raggiunto il quorum del 5% e, dunque, non hanno eletto alcun consigliere comunale. Infine, Siracusa. Si sfidano Paolo Ezechia Reale, sostenuto dal centrodestra e arrivato al 37% al primo turno, e l’ex vicesindaco renziano Francesco Italia, arrivato al 19,55%, che a questo punto spera di riunire il Pd, che si era presentato spaccato due settimane fa, e di ottenere i voti dai sostenitori dell’ex finiano Fabio Granata, che lo appoggia.

 

 

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