«Zitta cretina». La lite tra Sgarbi e la grillina finisce con una sorpresa (video)

Il giudice genovese Clara Guerello ha stabilito che non è reato insultare qualcuno nel corso di un talk show a patto che il “rivale” sia presente almeno in collegamento e quindi possa replicare in tempo reale. Il pronunciamento del magistrato ligure, riporta il Giornale, arriva in merito a una rissa in tv andata in scena nel maggio 2015 durante la trasmissione L’Aria che tira di Myrta Merlino su La7. Protagonisti Vittorio Sgarbi e l’allora candidata del M5S per la presidenza della Regione Liguria, Alice Salvatore. 

Lite tra Sgarbi e la grillina in tv

Nel corso di un infuocato dibattito, il discorso era caduto sui trascorsi politici e giudiziari di Beppe Grillo e dello stesso Sgarbi, scatenando una bagarre in studio. Come spesso accade, il critico non aveva risparmiato epiteti poco lusinghieri all’indirizzo della propria interlocutrice: «Povera ragazza ignorante», «Stai zitta cretina, studia», «Tua madre ha fatto una truffa a fare te…», oltre all’immancabile “capra e a un redidivo “salame”. Un profluvio di improperi che erano costati al loro autore una denuncia per diffamazione e poi un processo. Tuttavia gli avvocati di Sgarbi hanno sostenuto che al massimo potesse trattarsi di ingiuria, da anni non più classificata come reato. La giustizia genovese ha accolto quest’ultima tesi. «Gli epiteti – precisa quindi il giudice Guerello – sono obiettivamente lesivi dell’onore e del decorso della persona offesa, è un dato pacifico e incontrovertibile trattandosi di espressioni oltremodo “invasive” dell’altrui sfera personale ma Alice Salvatore era collegata via audio e video e poteva di fatto intervenire».