Un sondaggio svela gli umori: il centrodestra unito vola al 42%, crollo M5S

A due mesi e mezzo dall’ultima tornata elettorale, coi grillini dialoganti solo su veti e bizze, tra passi avanti e indietro, diktat assurdi e inaccettabili aut aut, sembra che l’ultima parola che conta sia solo quella degli elettori, i cui umori e le cui intenzioni sono svelate oggi da un sondaggio proposto da Fabbrica politica e Scenari politici e ripreso da il Giornale nella sua edizione online. E come scrive il quotidiano milanese, la sentenza asserita con la veridicità della matematica percentuale, alla base di tutte le indagini demoscopiche, parla chiaro: «Oggi il centrodestra unito con la quarta gamba arriva al 42 per cento e può puntare a una maggioranza autosufficiente che renderebbe vantaggioso andare al voto entro l’autunno».

Secondo un sondaggio se si andasse al voto il centrodestra unito volerebbe al 42%

E così, mentre Salvini si batte alla ricerca di un accordo possibile con Di Maio, inseguendo una soluzione che sembra allontanarsi a ogni incontro sempre di più, sempre dal sondaggio riportato da il Giornale si apprende che «oltretutto, persino nella Lega, il 78% degli elettori è favorevole all’accordo di governo, ma il 52 dice che deve essere un accordo di breve durata».: insomma, come a dire che, tanto per rimanere nella metafora matematica, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato resta invariato: e porta al ritorno alle urne non oltre il prossimi autunno. Un nuovo appuntamento elettorale a cui il centrodestra unito, stando a quanto si desume dalle 1.200 interviste condotte tra venerdì 11 e sabato 12 maggio con metodologia Cawi, che rilevano anche le intenzioni di voto dei partiti, Forza Italia si attesterebbe all’11,2, la Lega al 25,6%, perché guadagna voti dal M5s (29,6), in un alchemica redistribuzioni di voti per cui la squadra capitanata da Silvio Berlusconi andrebbe a guadagnare punti erodendoli al Carroccio, il quale, a sua volta, li strapperebbe al M5S. Per l’esattezza, secondo il sondaggio in questione, allora, «la Lega, dopo il 4 marzo, è cresciuta di 8 punti nei sondaggi anche a causa di una parte di elettori azzurri che erano passati con Matteo Salvini. Adesso, secondo la rilevazione di «Fabbrica politica-Scenari politici», una parte di questi elettori è tornata a Forza Italia». Un passaggio tra vasi comunicanti giustificato, a detta di Matteo Spigolon, fondatore di Fabbrica Politica, dalla sentenza di riabilitazione del leader azzurro, da un lato, e da una fetta di elettori dissidenti che npn vedono di buon occhio la trattativa di governo con i pentastellati. Anche per questo, spiega uno dei firmatari del sondaggio, «rifacendo l’indagine, è un’ipotesi probabile che i risultati di Forza Italia sarebbero più alti». O meglio: come spiega il Giornale, «il ragionamento testato da Noto sondaggi è che il 66% di coloro che votavano azzurro e all’ultima tornata hanno preferito la Lega considererebbero di votare Forza Italia nel caso in cui Berlusconi fosse candidato. Una tendenza che misura almeno il sentimento azzurro». Stabile, invece, il partito guidato da Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che conferma affidabilità e partecipazione del suo bacino d’itenza e il suo importante contributo in termini di voti qualora si tornasse alle urne.

La trattativa non s’ha da fare: questa la sentenza degli elettori grillini

Analizzando il risultato grillino, infine, il primo elemento che emrge è quello di una identità d’intenti con gli elettori del fronte contrapposto: secondo Fabbrica politica, infatti, e forse neanche troppo a sorpresa, anche i votanti a 5stelle sarebbero attratti dal voto. O meglio, un elettore su tre, critico nei confronti del leader Luigi Di Maio, vorrebbe tornare alle urne. «Il 45 per cento degli elettori M5S – riferisce dunque il Giornale – pensa sia un errore allearsi con la Lega e il 32 per cento è convinto che la legislatura debba chiudersi entro l’anno. Ciò significa che il 77 per cento degli elettori cinque stelle vorrebbe i seggi entro il 2018». Insomma, sia che la si guardi da una parte, che la si rigiri dall’altra, il messaggio è univoco: e invoca il ritorno alle urne entro la fine dell’anno.