«Trump figlio di p…»: l’ultimo insulto arriva dall’esagitato regista Spike Lee

Donald Trump non viene mai nominato, ma viene definito ”un figlio di p… che non ha denunciato il Ku Klux Klan“. E’ una ”cazzata”, poi, “affermare che gli Stati Uniti siano la culla della democrazia”. L’avanzata di nazionalismo e populismo, a livello internazionale, “è una merda”. Spike Lee, da Cannes, esprime tutto il suo livore “liberal” contro il presidente degli Stati Uniti. Sia detto per inciso, Lee è uno dei registi più esagitati ed estremisti di Hollywood, autore, tra gli altri, di un film su Malcom X.

Il 61enne regista concorre per la Palma d’oro con il suo BlaKkKlansman, la storia di un agente di colore (interpretato da John David Washington, figlio di Denzel) che cerca di infiltrarsi nel Ku Klux Klan con l’aiuto di un agente bianco.

Il film, basato su eventi accaduti all’inizio degli anni ’70, si chiude con le immagini degli scontri avvenuti lo scorso anno a Charlotesville, dove una giovane attivista -Heather Hayer- è stata travolta è uccisa durante una manifestazione di suprematisti bianchi. Lee ha chiesto alla madre della giovane il permesso per inserire le immagini nel film: “Ho pensato ‘Si fottano tutti, questa scena maledetta va nel mio fottuto film perché è stato un omicidio”.