Stuprava la nipote: gli abusi nello stesso rione dove morì Fortuna

giovedì 10 maggio 13:41 - di Penelope Corrado

Avrebbe compiuto per anni abusi sessuali sulla nipotina. Con questa avccusa un uomo di 28 anni è stato arrestato a Parco Verde di Caivano (Napoli). Gli abusi sarebbero avvenuti nello stesso complesso di edilizia popolare finito sotto i riflettori per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo (nella foto), la bimba di 6 anni più volte stuprata e poi uccisa dal vicino di casa Raimondo Caputo, condannato all’ergastolo.

Gli abusi duravano da anni

L’arresto di oggi arriva dopo la denuncia della ragazzina, oggi 15enne. La giovane avrebbe subito a lungo le violenze del giovane zio, per poi confidarsi con un’amica e con una assistente sociale. È scattata così l’indagine che ha portato all’arresto dell’uomo. La denuncia è stata sporta dalla madre della vittima ai carabinieri di Casoria. Dopo le indagini e gli accertamenti clinici, disposti dalla procura della Repubblica di Napoli Nord, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dello zio, eseguita dai militari. Gli abusi riportati dalla giovane vittima si sarebbero verificati fino a marzo 2017, ed erano cominciati quando la ragazzina aveva meno di 14 anni.

Il carnefice di Fortuna è stato condannato all’ergastolo

Nel luglio 2017, Raimondo Caputo, detto Titò, è stato condannato all’ergastolo dalla quinta sezione della Corte d’Assise per l’omicidio di Fortuna Loffredo (Chicca), la bimba di sei anni, morta il 24 giugno del 2014 dopo essere stata scaraventata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano. Caputo era accusato anche di aver abusato sessualmente della stessa Chicca e di due delle tre figlie minori della ex compagna, Mariana Fabozzi; quest’ultima, imputata per non aver impedito gli abusi, è stata condannata a 10 anni.

Commenti

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  • silviatoresi@gmail.com 11 maggio 2018

    Sono pienamente d’accordo con il sig. Ignazio.

  • Exitoab@hotmail.com 11 maggio 2018

    Finalmente una sentenza corretta contro questo mostro, certo la mamma ha una gran colpa non so, se come figlia la perdonerei.

  • 11 maggio 2018

    Ancora una volta ripeto e consiglio che, la castrazione chimica risolve queste incresciose e disumane avvenimenti.