Sicilia, tra mille difficoltà nasce la prima finanziaria dell’era Musumeci

Riceviamo da Alberto Cardillo e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

È stato un parto travagliato ma alla fine la prima finanziaria dell’era Musumeci ha visto la luce. Per riuscire ad approvare la legge prima dello scadere dei termini è stato necessario ricorrere a due maxi emendamenti che hanno accorpato più di metà degli articoli della finanziaria rimasti da trattare dopo la seduta di domenica sera. È stato necessario, inoltre, dichiarare non prelevabili gli emendamenti precedentemente fatti ai singoli articoli ma alla fine la Finanziaria c’è e perfino prima della mezzanotte anche se solo di pochi minuti. Durante l’ultimo giorno utile per l’approvazione della finanziaria sono state approvate anche la stabilizzazione dei precari ex Pip; prima era passata la norma sui precari Irsap, quella che stanzia i fondi per i disabili. Parecchie le norme approvate nei giorni precedenti fra cui le assunzioni all’Arpa, i fondi aggiuntivi per le ex province e tanto altro. Trova conclusione anche al contenzioso con i lavoratori della Sas.

Ma ci sono tante altre norme ad avere il disco verde dall’Ars. È stato istituito un fondo per le donne vittime di violenza, tolti 200mila euro all’Istituto di giornalismo per istituire un fondo per i giornalisti vittime di minacce, violenza e intimidazione; sono stati assegnati venti milioni di euro ai Comuni per consentire di redigere progetti per partecipare ai bandi europei; tre milioni per gli ospedali in zona di rischio ambientale; dieci milioni di fondo per i Comuni inseriti nella lista Unesco; sono stati aggiunti fondi per consentire ai teatri di pagare le spettanze arretrate; raddoppiati i fondi per l’autismo e infine stanziate somme per coprire le situazioni debitorie degli istituti Autonomi case popolari. Adesso tutti i riflettori sono puntati sul “Collegato” di norme che è stato scorporato dalla finanziaria per permetterne rapida approvazione. Tra le norme più attese c’è la creazione della Grande Irfis, dall’accorpamento di Irfis, Ircac e Crias, ma non è affatto detto che in Aula si troveranno i numeri per questa importante misura.