Scontri a Gaza, 59 vittime palestinesi: tra loro una neonata. Israele all’erta (Video)

Dopo il battesimo di fuoco e di sangue, di scontri e di proteste del giorno dell’inaugurazione dell’ambasciata americana a Gerusalemme, oggi è il giorno del dolore silenzioso: il giorno della sepoltura dei 59 manifestanti palestinesi uccisi ieri negli scontri con i soldati israeliani.

Oggi i funerali dei 59 palestinesi morti durante gli scontri

Khaled Batch, il capo del comitato organizzatore delle proteste della società civile, ha detto che oggi non sono previste nuove manifestazioni alla barriera del confine tra la Striscia di Gaza e Israele, in quanto oggi sarà il giorno dei funerali e del raccoglimento. Oggi, peraltro, ricorre la giornata della Nakba, o catastrofe, come i palestinesi chiamano la fondazione di Israele 70 anni fa. Insomma, la tensione resta alta, ma almeno per oggi, sembra che sia destinata a covare la cenere. Un day after, quello odierno che segue i violenti scontri con l’esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico, in cui si piangono i morti e si apprende, tra dolore e choc, quanto dichiarato dal ministero della Sanità della Striscia e riferito dai media palestinesi in queste ultime ore, secondo cui tra le vittime ci sarebbe anche una neonata di appena 8 mesi, morta a causa delle inalazioni dei gas lacrimogeni lanciati dall’esercito israeliano contro i manifestanti palestinesi. Un lutto che porta a 59 caduti il bilancio complessivo dell’eccidio. I feriti, invece, sarebbero circa 2.800.

Caccia di Israele colpiscono bersagli di Hamas a Gaza

Non solo: mentre i palestinesi annunciano una tregua per i funerali, i media locali fanno sapere che i caccia israeliani hanno colpito 11 bersagli di Hamas nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. L’annuncio è arrivato dalle forze di difesa israeliane: due postazioni di Hamas sono inoltre state colpite dal fuoco dei tank, ha annunciato la stessa fonte. «Le forze di difesa israeliane continueranno ad operare con determinazione per prevenire attentati terroristici che sono ampiamente stati orchestrati dall’organizzazione terroristica Hamas», recita una dichiarazione dell’esercito. «Ogni attività terroristica riceverà una dura risposta»