Salvini: «Stop a insulti e diktat dalla Germania, i ministri li scegliamo noi»

«Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie! #primagliitaliani». Matteo Salvini ha affidato a Facebook il suo commento sull’attacco arrivato dalla stampa tedesca all’Italia e a lui personalmente, che in una vignetta viene descritto come «Dr. Cholera». Lo stesso Salvini, poi, ha pubblicato copertina e immagini di questo tentativo di uno-due scagliato dalla Germania contro il nostro Paese, avendo come bersaglio il governo in via di formazione.

Sulla copertina dell’inserto settimanale del Frankfurter Allgemeine Zeitung compare, per esempio, un furgoncino tricolore, con i simboli di Lega e M5s sullo sportello, che cade in un precipizio, mentre l’uomo alla guida fa il gesto dell’ombrello. Il titolo è «Mamma mia!», mentre il sommario spiega: «Perché l’Italia è la grande bambina problematica dell’Europa». Il quotidiano, poi, parla di Paolo Savona come di un «uomo che odia la Germania».

Sullo Spiegel, niente affatto nuovo ad attacchi al nostro Paese, ci si chiede poi «come si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale “dolce far niente” e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti?». Un affondo quanto mai insultante, firmato da Jan Fleischhauer, di cui Salvini posta lo screenshot. L’articolo prosegue sostenendo che «chiedere l’elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa». «Scrocconi aggressivi si avvicina di più», è dunque la sentenza del giornalista tedesco, secondo il quale «se gli italiani decidono di non voler assolvere ai loro pagamenti l’euro è alla fine e la Germania perderà tutti i soldi impegnati per salvarlo. Per questo la Grecia rispetto all’Italia è una “bazzecola”».

Non va meglio, poi, sul quotidiano Bild, dove si parla di Paolo Savona come di un «odiatore della Germania», paragonandolo a Yanis Varoufakis, «che nel 2015 portò l’eurocrisi ai massimi livelli innervosendo tutta Europa». Il Sueddeustche Zeitung, infine, sottolinea che «si ostinano sul nome dell’eurocritico radicale Paolo Savona» e che «mai prima d’ora un presidente della Repubblica è stato messo così sotto pressione come in questi giorni dai due partiti». Una tesi che ha trovato eco, qui da noi, nelle parole di Laura Boldrini, la quale in un post su Facebook ha parlato di «una pressione partitocratica (nei confronti di Mattarella, ndr) come mai si era vista nella storia della Repubblica».