Salvini: «Io ci spero ancora. E non rompo il centrodestra»

Occhi puntati sul Quirinale, dove tra oggi e domani il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà l’incarico al futuro premier, un presidente del Consiglio che avrà il compito di condurre l’Italia al voto: luglio, o forse a ottobre, mentre i 5 Stelle chiedono un’accelerazione – via decreto – per tornare alla urne già a giugno.

Intanto però continuano le trattative tra fra Lega e FI su governo di tregua e alleanza col M5S. Ieri Silvio Berlusconi ha smentito «fermamente le indiscrezioni secondo le quali sarebbe pronto a dare un appoggio esterno ad un governo guidato da M5S e Lega». E oggi Matteo Salvini, in un’intervista al Messaggero, ha ribadito di coltivare «la piccola speranza che tutti, e mi riferisco ai leader di M5S e Forza Italia, facciano un passo di lato e si arrivi a un governo serio e non finto». Ribadendo tuttavia la fedeltà alla coalizione. «Io l’alleanza di centrodestra non la rompo», ha detto il leader del Carroccio, assicurando poi in una intervista a Radio Capital che «non sto facendo pressioni su Berlusconi. Non mi permetto di fare pressioni né di dare lezioni a nessuno». «Ci sono solo due cose serie da fare: o un governo del centrodestra con i Cinquestelle, oppure un governo del centrodestra», ha quindi ribadito il leader del Carroccio, assicurando che proverà «fino all’ultimo minuto utile» a dare un governo politico al Paese, tutti sanno che se si vuole io sono pronto già domattina».

Quanto all’ipotesi che Mattarella possa incaricare Elisabetta Belloni, direttore generale della Farnesina, Salvini ha spiegato di non conoscerla, di non escludere che sia «la migliore persona del mondo», ma di non considerarla adeguata alla richiesta di cambiamento uscita dalle urne. «Se é una esponente ministeriale che ha ottimi rapporti con Bruxelles, la trovate in sintonia con gli elettori che hanno scelto il cambiamento?», ha chiesto il leader della Lega, per il quale «non è un problema di persone, ma di impostazione: non esiste un governo neutrale, non esistono giornalisti neutrali o arbitri infallibili. Occorre un governo politico e ci proverò fino all’ultimo». Altrimenti, ha ribadito, «si voti a giugno o dopo, serve un governo». «Ma piuttosto che passare un’estate a discutere di doppio turno, tanto vale votare e fare un sacrificio subito», ha proseguito Salvini, per il quale «il voto estivo non sarà facile, ma credo sia il caso chiedere un sacrificio estivo e governare cinque anni».