Raid Casamonica, ora indaga la Dda: ipotesi di aggravante mafiosa (video)

I pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Roma hanno aperto un fascicolo di indagine in relazione al raid dei Casamonica avvenuto domenica primo aprile in un bar di via Salvatore Barzilai 147, il Roxy Bar, nel quartiere della Romanina, dove Antonio Casamonica e suo cugino Alfredo Di Silvio, personaggi legati all’omonimo clan, hanno aggredito una ragazza portatrice di handicap e un cittadino romeno di 39 anni e stanno procedendo con l’ipotesi di reato di lesioni, minacce e danneggiamento.

Il grave episodio, rivelato dal quotidiano La Repubblica che ha pubblicato in esclusiva anche il video dell’aggressione recuperato dalle telecamere del sistema di videosorveglianza presente nel locale, ha portato a due denunce presentate dalle vittime presso il commissariato di polizia di Stato.

Il fascicolo era stato inizialmente affidato ai pubblici ministeri che indagano sui reati comuni ma visti i personaggi coinvolti – due esponenti di spicco della criminalità organizzata locale che già in passato è finita sotto i riflettori – la vicenda è poi finita all’attenzione della Direzione distrettuale antimafia.
L’ipotesi è che gli inquirenti possano valutare di contestare l’aggravante mafiosa ad Antonio Casamonica e suo cugino Alfredo Di Silvio autori dell’aggressione, avvenuta il primo aprile scorso, ai danni di una donna disabile e di un cittadino romeno di 39 anni, quest’ultimo proprietario dell’esercizio commerciale.

Sulla vicenda, ora, sta indagando la polizia che sta svolgendo approfondite indagini sul raid e che sta vagliando le immagini di una delle telecamere di sorveglianza, quella che inquadra la cassa del bar e che ha ripreso per diversi minuti l’incredibile scena della duplice aggressione, quella al barista romeno e anche quella alla disabile frustata dai due con una cinghia dei pantaloni e “punita” così per aver osato protestare di fronte all’arroganza dei due malviventi.
La disabile è stata refertata in ospedale dove le sono stati riconosciuti 20 giorni di prognosi mentre il barista è stato dimesso dai medici con una prognosi di 8 giorni. Nell’aggressione sono stati danneggiati anche gli arredi del locale. E intanto oggi il bar è regolarmente aperto. Ma da quel giorno sembra che gli aggressori non siano più entrati all’interno.

«Io non ho paura, non la ho mai avuta. A prescindere da chi sono e di chi è la nazionalità», ha detto Roxana, moglie del titolare del bar dove il giorno di Pasqua è avvenuta l’aggressione da parte di esponenti del clan Casamonica. «La signora – ha aggiunto – è tornata qui anche nei giorni dopo, la ammiro perché è l’unica che ci ha aiutato. Mio marito sta bene adesso, noi non abbiamo niente contro nessuno ma chi ha sbagliato deve pagare. L’unica cosa giusta da fare in questi casi è chiamare le forze dell’ordine e denunciare».

«Ho telefonato al capo della polizia Franco Gabrielli, al quale ho chiesto – ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti – una risposta ferma e tempestiva. Atti di questo tipo non possono rimanere impuniti».