Pozzallo, all’ultimo sbarco il sindaco tuona: «Sì all’accoglienza, ma via i tunisini»

sabato 12 maggio 15:42 - di Lorenza Mariani

Sì all’ospitalità, ma a determinate condizioni: e allora, «via i tunisini». «Vogliamo continuare ad accogliere ma ci si metta nelle condizioni di farlo con serenità»: poche parole, quelle pronunciate dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna che, nella fermezza del messaggio, rompono il laborioso silenzio in cui opera, tutti i giorni, settimana dopo settimana e anno dopo anno, la mastodontica macchina dell’accoglienza ininterrottamente in funzione al porto del Ragusano. Poche parole che risuonano come una disperata richiesta istituzionale: un sos lanciato da dove e da chi, tutti i giorni, è chiamato ad accogliere, gestire, aiutare centinaia e centinaia di migranti appena approdati, gli ultimi di una terminabile serie di approdi.

L’allarme del sindaco di Pozzallo: sì all’accoglienza, ma via i tunisini

E allora, per venire ad oggi e a quello che ha armato Ammatuna di decisionismo militante, non proprio in linea col politically correct a cui siamo abituati quando si tratta di sindaci in prima linea per l’accoglienza coatta, sbarcati a Pozzallo, in provincia di Ragusa, l’ennesima flotta di centinaia di migranti, soccorsi nel Canale di Sicilia dalla nave militare Protector battente bandiera inglese (tra loro, anche una decina di donne, oltre a 3o minori), il primo cittadino non ci ha pensato su due volte prima di parlare e di tornare a  lanciare – ancora una volta – l’allarme sulla presenza di tunisini tra le persone appena approdate. «Lo sbarco avvenuto stamane di un centinaio immigrati di varia nazionalità (curdi, iracheni, sub sahariani) – ha rimarcato il primo cittadino – vede la presenza di alcune decine uomini di nazionalità tunisina che, per motivi già evidenziati nel passato, destano una comprensibile preoccupazione».

«Metteteci nelle condizioni di accogliere con serenità»

Per questo, per il primo cittadino sarebbe «opportuno» che, dopo essere stati identificati, questi immigrati siano raggiunti da regolare foglio di via e «accompagnati con i mezzi di trasporto che le Autorità ritengono opportune, nella stazione ferroviaria e in quella dei pullman, evitandone l’abbandono nel territorio di Pozzallo. La città  – aggiunge a questo punto il suo sindaco – vuole continuare a esercitare il ruolo che gli assegna la geografia con grande umanità e con una politica di accoglienza degna di un Paese civile; la si metta però nelle condizioni, come accaduto nel passato, di assicurare serenità e tranquillità ai suoi abitanti. È il minimo che si può chiedere ad una comunità che svolge un compito importantissimo per nome e per conto dell’Italia e dell’Europa». Un compito che è sempre più faticoso e dispendioso portare a termine…

Commenti

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  • amerigo.lori@alice.it 13 maggio 2018

    Non li vogliono identificare, altrimenti li devono rimpatriare e le coop rosse perdono i dané!!

  • luigifassone@gmail.com 13 maggio 2018

    La Tunisia è in guerra dichiarata con altra Nazione del mondo ? Non mi risulta ! Allora,caro Ministro Minniti,fin che ci sei batti un colpo !…

  • Giuseppe Forconi 13 maggio 2018

    Giusto, ma come li puoi identificare ? Sono tutti eguali e puzzano allo stesso modo e non si farebbero riconoscere. Comunque provaci poi ne riparleremo.