Pace eterna? Da 5 anni la salma vaga tra i loculi: manca un timbro per la cremazione

martedì 8 maggio 15:40 - DI Prisca Righetti

Da cinque anni piange la scomparsa del marito, morto all’improvviso a 52 anni a causa di un incidente stradale. E da cinque anni la moglie aspetta di poter dare seguito alle volontà del caro estinto. Da cinque anni, infatti, la donna aspetta un timbro che dia l’approvazione alla cremazione della salma.

L’odissea di una vedova: da 5 anni manca un timbro per la cremazione

Una vera e propria odissea nei gironi oscuri della burocrazia, quella patita dalla vedova che ora, dopo una serie di richieste e carte bollate, tra loculi provvisori e continui spostamenti, è in attesa da 5 anni del nulla osta definitivo che conceda a lei e ai suoi figli di dare seguito alle richieste del marito – un artigiano a Piandimeleto, in provincia di Pesaro e Urbino – che, ancora in vita, aveva lasciato disposizioni affinché i suoi resti fossero cremati in caso di morte. E così, quando la fine è arrivata, in modo improvviso e violento, oltre allo choc della prematura scomparsa, la donna e i suoi figli hanno dovuto affrontare anche il disastro dei disguidi, dei continui rinvii, dei “parcheggi provvisori” e degli spostamenti reiterati a più riprese da un fornetto all’altro della povera salma senza pace.

Manca un timbro sul nulla osta: la salma vaga da un loculo all’altro

Salma che attualmente, secondo quanto riferito da un servizio del Resto del Carlino, ripreso anche da il Giornale, sarebbe provvisoriamente ospitata in un loculo del comune di Siena in attesa che la Procura cittadina conceda quanto negato finora: il nulla osta definitivo. Come riporta il quotidiano bolognese, infatti, «La salma è parcheggiata provvisoriamente in un loculo del Comune, da cui è già stata spostata una volta per lavori. Adesso è in un piccolo cimitero, sempre in un loculo di fortuna. Una foto con la moto sistemata davanti al cemento ricorda che il corpo è lì». lì, in attesa che si sblocchi la situazione incistata ormai dal primo «no» per dare il nulla osta per procedere alla cremazione, sentenziato in nome di non specificate «esigenze investigative» relative alle circostanze dell’incidente. Un no impresso a caratteri di fuoco che, da quel momento, ha reso praticamente impossibile ottenere – nonostante le ripetute richieste – il fatidico timbro. Per non parlare dei disguidi di cui riferisce invece il quotidiano milanese, «per il risarcimento mai ottenuto dall’assicurazione della vettura». Insomma: un dramma in cui indignazione e sconforto superano persino il paradosso che lo caratterizza…

 

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