Omicidio Sana, indagate la madre e la zia. Il padre: «Morta per volere di Allah»

Non finiscono i misteri sulla morte di Sana Cheema, la 25enne italo-pachistana uccisa il 18 aprile scorso nel suo paese d’origine: ora anche la madre e una zia della ragazza risultano indagate. Lo riporta il Giornale di Brescia. Ieri le parole del padre di Sana, intervistato da Repubblica, che ha inqualche modo ritrattato la confessione, non ammettendo esplicitamente l’omicidio. «Se il referto dei medici legali dice che Sana aveva l’osso del collo rotto – ha detto – è perché deve aver battuto la testa contro il bordo del letto o il divano». Secondo il padre della ragazza, «se le cose sono andate così è per il volere di Allah». Oltre a Mustafa in carcere anche il figlio Adnan Cheema, 31 anni.  Agli investigatori, invece, il padre aveva dato un resoconto durissimo: «L’ho uccisa, l’ho strangolata con l’aiuto di mio figlio. Le ho messo le mani al collo, lei aveva rinnegato la sua famiglia e le sue tradizioni».  Ora la notizia di un presunto coinvolgimento nell’omicidio delle donne della famiglia. Le indagini proseguono: gli inquirenti hanno chiesto una proroga di 15 giorni, in attesa del risultato di tutti gli esami sul corpo della giovane.