“No comment” di Giorgia Meloni dopo l’incontro a Montecitorio con Di Maio

“Non ho niente da dire”. Taglia corto così con i cronisti la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, al termine dell’incontro a Montecitorio con Luigi Di Maio. Meloni era accompagnata da Guido Crosetto. Probabilmente Meloni vuole confrontarsi con la classe dirigente prima di prendere una decisione. Dopo ha parlato anche il leader grillino: quello con Giorgia Meloni è stato un incontro di cortesia? “Sì, siccome si stava parlando di questa cosa, ingresso nel governo o no, volevo spiegarle perché è un contratto Lega-M5S e basta. Per cortesia volevo spiegarle che cosa significava questo”. Lo ha detto ai cronisti Luigi Di Maio lasciando la Camera. Comunque si tratta con Fdi – la Lega vorrebbe l’ingresso nel governo dell’alleato – ma fonti autorevoli del M5S assicurano che, indipendentemente da quel che accadrà con il partito di Giorgia Meloni, il contratto di governo sarà a doppia firma, le sigle apposte quelle di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Semmai Fdi dovesse entrare in squadra, viene inoltre puntualizzato, eventuali ministeri saranno in quota Lega. Stamattina, raccontano, ci sarebbero stati contatti con Lega e Cinque stelle: Salvini e Di Maio, secondo alcuni rumors, avrebbero chiamato Meloni per un incontro. Salvini, d’intesa con il capo politico dei cinque stelle, sarebbe pronto a garantire la presenza di Fdi nella futura squadra di palazzo Chigi con uno-due ministri di peso (si parla del dicastero della Difesa e di quello della Salute). In queste ore, infatti, riferiscono ancora fonti leghiste, sarebbe iniziato il pressing di via Bellerio per convincere Fratelli d’Italia a stare dentro la partita con il ruolo di ago della bilancia. E forse non era solo una battuta quella di Giancarlo Giorgetti che, incontrando casualmente a Montecitorio il meloniano Guido Crosetto, ha messo a verbale: “Vado al governo solo se c’è anche Crosetto”. Far entrare Fdi nella maggioranza sarebbe una mossa anche per spingere Berlusconi a non cedere alla tentazione di votare contro la fiducia. Meloni, allo stato, non avrebbe ancora deciso sul da farsi e preferisce prendere tempo, perché vuol vederci chiaro e capire chi sarà innanzitutto il premier e chiede che vengano rispettati tutti gli altri paletti, considerati ”irrinunciabili”, indicati da Fdi per dare un appoggio al governo. Nel pomeriggio poi c’è stato il riferito incontro tra Di Maio e Meloni a Montecitorio. La conferma del un faccia a faccia tra i due arriva da fonti M5S. Poche ore fa Giorgia Meloni aveva ben chiarito le condizioni per entrare al governo: “Tre No e tre Sì, per noi irrinunciabili: No alla patrimoniale e a qualsiasi introduzione di nuove tasse. No allo ius soli. No alla possibilità dell’adozione per coppie dello stesso sesso. Sì alla Flat Tax immediata al 15%. Sì al blocco dell’immigrazione, sì all’aumento del 15% delle risorse per il comparto difesa e sicurezza, sì all’incremento dei militari nei luoghi a rischio. Sì a destinare il 50% di investimenti in nuove infrastrutture al Mezzogiorno. A monte, aveva concluso la leader di FdI, resta per noi imprescindibile che il governo introduca immediatamente il premio di maggioranza nell’attuale legge elettorale così da permettere senza alibi, in caso di fallimento dell’esecutivo, l’immediato ritorno al voto”.