Naomi, 23 anni, lasciata morire dal 118 francese: prima o poi ti tocca… (video)

mercoledì 9 maggio 15:46 - DI Paolo Lami

«Aiutatemi signora, aiutatemi, sto malissimo, sto per morire». La voce di Naomi Musenga, 23 anni, giovane mamma francese di Strasburgo è disperata al telefono. Ha bisogno di un medico. E chiede aiuto al Samu, il 118 francese che, in realtà risponde al numero di emergenza europeo 112. Dall’altra parte della cornetta un’operatrice del Service d’Aide Médicale Urgente transalpino le dice, con disprezzo: «Sì, sì, prima o poi, un giorno, lei morirà, come tutti». Un caso di malasanità? Peggio perché poche ore dopo Naomi morirà davvero. E ora che sono emerse le imbarazzanti intercettazioni di quella ignobile telefonata al 118 intercorsa fra la ragazza disperata e la paramedica d’oltralpe la Francia si scopre sotto shock mentre infuriano, furiose, le polemiche.

Il fatto che la ragazza non solo non sia stata creduta ma. addirittura, sia stata sbeffeggiata dal servizio di emergenza e di aiuto medico, che ha rifiutato di inviare un’ambulanza alle sue disperate richieste sta scuotendo la Francia.
Naomi Musenga è morta per una grave emorragia interna. La diagnosi è fin troppo esplicita: «cedimento multiviscerale per choc emorragico». A colpire l’opinione pubblica e a far montare le polemiche è stata soprattutto la diffusione della registrazione della telefonata al 118 e le parole dell’addetta al pronto soccorso del Samu che rispose a Naomi .

Era il 29 dicembre scorso quando Noemi telefonò al 118 e chiese aiuto con un filo di voce: «Pronto…», si sente la voce esitante di Naomi e una lunga pausa. «Se non dici cosa sta succedendo, riattacco…», dice l’operatrice del 118. «Ho un sacco di dolore», cerca di spiegare Naomi. «Si, beh, chiami un dottore….Sì, sicuramente morirai un giorno come tutti gli altri…», la liquida beffarda la paramedica. Naomi insiste: «Aiutami, signora, ho un sacco di dolore …». «Non posso aiutarti, non so cosa hai …», continua a tenerla appesa l’operatrice del Samu, Che, poi, con disprezzo, la invita a chiamare il medico di guardia. In sottofondo si sente l’operatrice del Samu sghignazzare con una collega alle spalle della ragazza che chiedeva aiuto.

La giovane mamma ventiduenne decide di contattare SOS-Médicines, un servizio di emergenza medica  privato che sollecita il Samu ad intervenire. Si perdono minuti preziosi in maniera inspiegabile. Ore dopo, all’arrivo dei medici del 118 a casa sua, Naomi è ancora cosciente ma ma le sue condizioni si stanno deteriorando bruscamente, ha ripetuti arresti cardiaci. Il suo battito cardiaco scende in maniera preoccupante durante il trasferimento al pronto soccorso dell’Nhc, il New Civil Hospital di Strasburgo dove Naomi viene portata. Nel corso della Tac ha un nuovo arresto cardiaco. Viene trasferita nel reparto di rianimazione dove alle 17 e 30 muore. Naomi aveva festeggiato il suo ventitreesimo compleanno il primo di aprile. Sua figlia avrà due anni a luglio.

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