Molestie, Weinstein e Morgan Freeman “vedono” aprirsi le porte del carcere

venerdì 25 maggio 14:15 - DI Lara Rastellino

Molestie, Weinstein al redde rationem, ma se fino a poco fa era ancora giallo su una sua imminente consegna alle forze dell’ordine, ora non ci sono più ombre o misteri: l’ex produttore di Hollywood che nei mesi scorsi è stato accusato di molestie sessuali da decine di donne, si è consegnato alla polizia di New York. Secondo quanto riporta la Cnn, sarà incriminato dai procuratori di Manhattan per stupro. E così, le troupe televisive di tutti i principali network Usa hanno ripreso l’ingresso dell’ex super potente di Holywood nell’edificio del New York Police Department, nella lower Manhattan. Weinstein indossava una giacca blu, con una camicia bianca ed un pullover blue e sotto il braccio portava tre libri. Secondo quanto anticipato dal New York Times sarà l’ufficio del procuratore federale di Manhattan ad incriminarlo. La Cnn rivela ancora che l’ex produttore viene accusato di aver violentato una donna e di aver costretto un’altra ad avere un rapporto orale. Sempre secondo quanto anticipato, oggi stesso Weinstein dovrà comparire di fronte al giudice per la formalizzazione delle accuse. E, aggiungono le fonti citate dalla Cnn, il giudice potrà fissare una cauzione per il suo rilascio di 2 milioni di dollari. Dunque, si è arrivati all’annunciato arresto. D’altro canto, erano mesi che i media d’oltreoceano rimandavano a una “prossima” cattura dell’ex Mida hollywoodiano accusato da una pletora di attrici affermate e aspiranti star di molestie o abusi sessuali, quando non addirittura di stupri e vere proprie sopraffazioni fisiche ordite con l’inganno. Sono mesi che ad ogni acclarata accusa si aggiungono nuove denunce ritardatarie che alimentano l’immagine mostruosa di un potente caduto nella polvere la cui immagine è degenerata progressivamente da re della Miramax a satiro lascivo, da cacciatore di prede indifese a orco incallito, fin quasi ad accreditare l’immagine di una persona bisognosa di cure che, non a caso, si è anche immolato a vittima sacrificale pronto a ritirarsi per una settimana in un rehab in Arizona.

Molestie, Weinstein pronto a consegnarsi alla polizia. O no?

Ora però, andando oltre – anche perché ampiamente superati dal dettaglio delle sue malefatte sbattuto in prima pagina per mesi, ovunque – e al di là dei suoi “problemi psicologici” Weinstein, contro cui hanno puntato l’indice una trentina di donne da Rose McGowan e Ashley Judd ad Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow, alle italiane Asia Argento e Ambra Battilana, è indagato per reati sessuali in tre città statunitensi. Una terza italiana, poi, un’attrice 38enne, ha denunciato di essere stata stuprata dal produttore a Los Angeles nel 2013. Dunque, l’ex numero uno della Miramax, allo stato dei fatti – e come riporta, tra gli altri, il sito dell’Ansa proprio in queste ore – «dovrà rispondere delle accuse di avere violentato una donna e di averne costretta un’altra a del sesso orale: lo riferisce la Cnn citando una fonte vicina alle indagini. I procuratori di Manhattan avrebbero pronta per lui una incriminazione per stupro di primo e terzo grado nel primo caso, e di atti sessuali di primo grado nel secondo caso. Il produttore è indagato per reati simili anche a Los Angeles e a Londra». E dunque, l’avvocato di New York di Harvey Weinstein, Benjamin Brafman, al momento non ha rilasciato dichiarazione per contro del suo cliente, limitandosi a dichiarare che il suo assistito è in questo momento molto «solo e arrabbiato». Pure?

E intanto scoppia pure il caso Morgan Freeman…

Che poi proprio solo non si può definire: anzi. A fare buona compagnia all’ex produttore di Hollywood in queste ore svetta in primo piano anche l’insospettabile – almeno fino a poco fa – Morgan Freeman, anche lui finito nella bufera delle accuse di molestie. Lui, il leader del potere afroamericano nella Mecca del Cinema d’oltreoceano, accusato da altre presunte vittime di «comportamenti inopportuni» tenuti in più occasioni. Ancora una volta a divulgare la notizia choc è la Cnn che, nel riferire sulle accuse mosse contro Weinstein a partire dalla denuncia presentata a suo tempo dall’attrice Lucia Evans – che a quotidiani e tabloid americani ha confessato di essere stata violentata da Weinstein nel 2004 – cala l’asso del caso Freeman. Il quale, al momento tace; il suo omologo, invece, continua a negare ogni addebito sostenendo di non aver mai fatto sesso non consensuale con nessuna donna. Un mistero: per ora superato solo dall’interrogativo in voga in queste ore: chi sarà il prossimo per il quale si apriranno le porte del carcere?

 

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