Meloni: “Il centrodestra può governare, in Parlamento 50 voti li troviamo”

«Siamo rimasti insieme, è un fatto. In alcuni momenti qualcuno è stato attratto dalle sirene del Pd e in altri qualcuno da quelle del M5S ma siamo ancora tutti qui, insieme». Giorgia Meloni al Messaggero fa il punto sullo stato di salute del centrodestra e sulle prospettive di governo alla vigilia dell’ennesima consultazione al Quirinale.

Meloni: “Mattarella dia un mandato pieno al centrodestra”

Alla domanda su un nome alternativo a quello di Matteo Salvini, la leader di Fratelli d’Italia è possibilista: «Mi basta qualcuno che possa garantire il programma del centrodestra. Taglio delle tasse, blocco dell’immigrazione irregolare, norme per garantire la sicurezza e le forze dell’ordine, sostegno a chi fa figli e a chi crea lavoro». La leader di Fratelli d’Italia reitera quanto già dichiarato all’indomani del voto del 4 marzo. «Chiediamo a Mattarella un mandato pieno al centrodestra per andare al governo. Doveva farlo dall’inizio. Ci sono anche due elezioni regionali che dimostrano la rilevanza e la prevalenza del centrodestra. E invece mi pare che si stiano cercando alchimie di ogni genere per non rispettare il voto degli italiani».

“I numeri in Parlamento si possono trovare”

Resta tuttavia il problema fondamentale: mancano i numeri in Parlamento, quei cinquanta voti che non garantiscono la maggioranza. Tuttavia, per la Meloni, si tratterebbe di un problema sopravvalutato. «Se andiamo in aula con questo programma voglio proprio vedere chi vota no. E bastano 50 parlamentari». Il riferimento della Meloni è a deputati e a senatori del M5s, che su questi temi dovrebbero essere in sintonia con il centrodestra.

Meloni: “Di Maio rinunci alla premiership”

E proprio verso il M5S, Meloni effettua l’ultima chiamata: «Per governare insieme bisogna fare un accordo a monte sulla legge elettorale e Luigi Di Maio deve rinunciare pubblicamente alla premiership». Altrimenti meglio tornare al voto. «Noi siamo sempre pronti, in Molise e in Friul i Venezia Giulia siamo già cresciuti rispetto a marzo».