Meloni a Salvini: «Dico no alle scatole chiuse. Sei sicuro di quello che stai facendo?»

Tra dubbi e aperto dissenso, la Meloni a Salvini torna a chiedere: «Sei sicuro di quello che stai facendo?». E nell’avanzare nuove riserve e perplessità, Giorgia Meloni torna a battere su quello che, a detta sua e del partito che guida, è il nodo nevralgico che irradia il virus della crisi: quello della legge elettorale che, come paventato da Fratelli d’Italia in epoca non sospetta, ha consegnato «l’Italia al caos». Un caos che, tra tentativi e aut aut, ultimatum e rinvii, dura da almeno due mesi. «L’Italia, per carità, ha bisogno di un governo – è tornata a ribadire Giorgia Meloni da quel di Catania – ma chiedo ancora oggi a Salvini se davvero sia convinto che questa sia la scelta migliore o se sia il caso di tornare a chiedere con forza un incarico del centrodestra al Presidente della Repubblica», pur non avendo la leader di Fdi fatto mistero e da subito «di non condividere le scelte di Mattarella, che ha fatto tutto tranne che dare l’incarico a chi aveva vinto le elezioni».

Dubbi e dissenso, Meloni a Salvini: «Sei sicuro?»

Un interrogativo retorico, quello riproposto dalla Meloni al numero uno del Carroccio, che viene a confermare – una volta di più – dubbi ed esplicite contrarietà avanzate da Fratelli d’Italia dal minuto dopo l’avvio del post elezioni, quando si è chiaramente intuito che le difficoltà – sancite a suon di norme e commi dalle riforma elettorale votata tra dubbi e perplessità in Parlamento – a stabilire un ordine a possibili accordi prodromiche ad una vera e propria intesa di governo, sarebbero state molte, e non di lieve entità. «Se fosse passata la nostra proposta di legge elettorale, noi oggi – ha aggiunto la Meloni parlando con i giornalisti a Catania – avremmo un governo di centrodestra da due mesi. Quindi, chi aveva torto e chi aveva ragione? Io ho sempre lavorato tanto per dare soddisfazione alla volontà popolare. Ognuno, poi, fa le proprie scelte». E ancora: «Speravo che le cose – ha proseguito la leader di FdI– andassero diversamente dall’inizio. Speravo che Forza Italia e Lega Nord non votassero una legge elettorale vergognosa che ovviamente avrebbe consegnato l’Italia al caos. Fratelli d’Italia non la votò: fummo tacciati di voler dividere la coalizione e spiegammo invece che quella legge elettorale avrebbe impedito all’Italia di avere un governo di centrodestra, che é quello che volevano gli italiani. Ce l’hanno dato il 4 marzo, ce l’hanno detto – ha quindi aggiunto a margine Giorgia Meloni – quando si é votato in Molise, in Friuli Venezia Giulia ed adesso pure ad Udine, (e abbiamo vinto anche lì). Gli italiani ce l’hanno detto in tutti i modi»…

Governo, Meloni: «Diciamo no a scatole chiuse»

Intanto, mentre le perplessità di FdI e del suo leader sull’ipotesi di un governo a guida Lega-M5S continuano a nutrirsi   di nuovi argomenti politici e ad alimentare il dissenso interno. «Ho letto tante e tante pagine di programmi molto complessi – ha perciò aggiunto la Meloni – ma poi è il presidente del Consiglio che stabilisce effettivamente che cosa si faccia e in che tempi lo si faccia, garantendo risposte sui programmi». Per questo, «attendiamo di capire complessivamente di cosa si stia parlando – ha detto la numero uno di FdI –: noi abbiamo posto, come si sa, alcune questioni, perché non partecipiamo a scatole chiuse. La prima questione che abbiamo posto, che non è secondaria, è conoscere il nome del Presidente del Consiglio, che in un Governo è colui che indirizza le politiche dell’esecutivo e stabilisce le priorità». E allora, se da un lato, rileva la Meloni, «alcune delle nostre richieste mancano nei testi che ho letto, ma aspetto di leggere quelli definitivi – mi dispiace soprattutto che manchi il Sud, mi spiace che non ci sia alcun riferimento alla nostra storica proposta di FdI di un riequilibrio delle risorse sulle infrastrutture, oggi molto squilibrato, verso il CentroNord – e malgrado i 17 miliardi di euro che si vogliono investire sul reddito di cittadinanza andrebbero investiti sulle imprese che assumono – ha concluso Meloni – la preoccupazione dell’Europa è l’unica cosa che mi fa venire voglia di andare a fare questo governo»…