Meloni a Salvini: «Dico no alle scatole chiuse. Sei sicuro di quello che stai facendo?»

giovedì 17 maggio 12:51 - di Ginevra Sorrentino

Tra dubbi e aperto dissenso, la Meloni a Salvini torna a chiedere: «Sei sicuro di quello che stai facendo?». E nell’avanzare nuove riserve e perplessità, Giorgia Meloni torna a battere su quello che, a detta sua e del partito che guida, è il nodo nevralgico che irradia il virus della crisi: quello della legge elettorale che, come paventato da Fratelli d’Italia in epoca non sospetta, ha consegnato «l’Italia al caos». Un caos che, tra tentativi e aut aut, ultimatum e rinvii, dura da almeno due mesi. «L’Italia, per carità, ha bisogno di un governo – è tornata a ribadire Giorgia Meloni da quel di Catania – ma chiedo ancora oggi a Salvini se davvero sia convinto che questa sia la scelta migliore o se sia il caso di tornare a chiedere con forza un incarico del centrodestra al Presidente della Repubblica», pur non avendo la leader di Fdi fatto mistero e da subito «di non condividere le scelte di Mattarella, che ha fatto tutto tranne che dare l’incarico a chi aveva vinto le elezioni».

Dubbi e dissenso, Meloni a Salvini: «Sei sicuro?»

Un interrogativo retorico, quello riproposto dalla Meloni al numero uno del Carroccio, che viene a confermare – una volta di più – dubbi ed esplicite contrarietà avanzate da Fratelli d’Italia dal minuto dopo l’avvio del post elezioni, quando si è chiaramente intuito che le difficoltà – sancite a suon di norme e commi dalle riforma elettorale votata tra dubbi e perplessità in Parlamento – a stabilire un ordine a possibili accordi prodromiche ad una vera e propria intesa di governo, sarebbero state molte, e non di lieve entità. «Se fosse passata la nostra proposta di legge elettorale, noi oggi – ha aggiunto la Meloni parlando con i giornalisti a Catania – avremmo un governo di centrodestra da due mesi. Quindi, chi aveva torto e chi aveva ragione? Io ho sempre lavorato tanto per dare soddisfazione alla volontà popolare. Ognuno, poi, fa le proprie scelte». E ancora: «Speravo che le cose – ha proseguito la leader di FdI– andassero diversamente dall’inizio. Speravo che Forza Italia e Lega Nord non votassero una legge elettorale vergognosa che ovviamente avrebbe consegnato l’Italia al caos. Fratelli d’Italia non la votò: fummo tacciati di voler dividere la coalizione e spiegammo invece che quella legge elettorale avrebbe impedito all’Italia di avere un governo di centrodestra, che é quello che volevano gli italiani. Ce l’hanno dato il 4 marzo, ce l’hanno detto – ha quindi aggiunto a margine Giorgia Meloni – quando si é votato in Molise, in Friuli Venezia Giulia ed adesso pure ad Udine, (e abbiamo vinto anche lì). Gli italiani ce l’hanno detto in tutti i modi»…

Governo, Meloni: «Diciamo no a scatole chiuse»

Intanto, mentre le perplessità di FdI e del suo leader sull’ipotesi di un governo a guida Lega-M5S continuano a nutrirsi   di nuovi argomenti politici e ad alimentare il dissenso interno. «Ho letto tante e tante pagine di programmi molto complessi – ha perciò aggiunto la Meloni – ma poi è il presidente del Consiglio che stabilisce effettivamente che cosa si faccia e in che tempi lo si faccia, garantendo risposte sui programmi». Per questo, «attendiamo di capire complessivamente di cosa si stia parlando – ha detto la numero uno di FdI –: noi abbiamo posto, come si sa, alcune questioni, perché non partecipiamo a scatole chiuse. La prima questione che abbiamo posto, che non è secondaria, è conoscere il nome del Presidente del Consiglio, che in un Governo è colui che indirizza le politiche dell’esecutivo e stabilisce le priorità». E allora, se da un lato, rileva la Meloni, «alcune delle nostre richieste mancano nei testi che ho letto, ma aspetto di leggere quelli definitivi – mi dispiace soprattutto che manchi il Sud, mi spiace che non ci sia alcun riferimento alla nostra storica proposta di FdI di un riequilibrio delle risorse sulle infrastrutture, oggi molto squilibrato, verso il CentroNord – e malgrado i 17 miliardi di euro che si vogliono investire sul reddito di cittadinanza andrebbero investiti sulle imprese che assumono – ha concluso Meloni – la preoccupazione dell’Europa è l’unica cosa che mi fa venire voglia di andare a fare questo governo»…

Commenti

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  • leonardo rocco tauro 20 maggio 2018

    Attenzione, FDI non segua FI contro il nascente governo legastellato. Valutiamo atto per atto quello che faranno- E poi, se FI accetta ordini da Bruxelles, FDI dovrà dimostrare, al contrario, di fare gli interessi della nazione e non quelli della BCE. Se Salvini-Di Maio lavoreranno per il nostro popolo, FDI non dovrà essere contro di loro. Se falliranno, noi dobbiamo aver dimostrato il nostro senso di responsabilità. Insomma, liberi rispetto al nuovo governo, se nascerà, ma anche lontani dalla rabbia di Forza Italia contro di loro.

  • Paolo 18 maggio 2018

    Faranno cilecca! Si torni al voto.

  • Marco Giacinto 18 maggio 2018

    Giorgia, e tu sei sicura che in caso di incarico al centro destra le cose sarebbero tanto diverse? Avremmo lo stesso il fiato sul collo dell’UE, in via diretta o tramite Mattarella. Anzi, peggio, avremmo pure a “rompere” pure Berlusconi, autopromossosi a “garante verso l’UE”. Perchè tanto gifaggio contro il povero Salvini? Già è bombardato dai media, già è criticato a cadenza oraria da quei traditori del PD, perché ti ci metti anche tu? Guarda che io ho votato te non per farti mangiare il pop corn, ma per vederti a fianco di Salvini; e mi dolgo della riabilitazione di quel guastatore di Berlusconi: gli preferisco persino i 5 Stelle!

  • Giorgio 18 maggio 2018

    E’ tutta colpa del presidente (non votato dal popolo) tendenzialmente sinistroide, che non ha dato incarico alla coalizione vincitrice di centrodestra a fare il governo come aveva votato il popolo Italiano, e lui che ha creato questo pastrocchio.

  • Pino Scarpettini 18 maggio 2018

    L’errore e alla base, quando Mattarella non ha dato l’incarico al centro destra che ha vinto… Era semplice e avevamo un governo da due mesi. Invece siamo nel caos e si rischia col minestrone che sta per nascere di peggiorare la situazione è tornare a votare….

  • bruno 18 maggio 2018

    Cara Meloni fai solo chiacchiere come tutti quelli che nell’ultimo trentennio si sono dati alla politica. Pertanto se il nuovo governo decide e fa leggi giuste per il popolo, a cui Voi politicanti vi riferite ogni minuto, ma alla fine come dimostrano i fatti, nn vene frega NIENTE , perche nn votarle!!!
    Un altra delusione che mi hai provocato, e nn appoggiare il sindaco di Amatrice nelle ultime elezioni regionali .Hai fatto una scelta di lobby sei come gli altri chicchierona!!!!

  • Giulio 18 maggio 2018

    Credo che sia piu’ utile partecipare che attendere.

  • Aldo Barbaro 18 maggio 2018

    Purtroppo vedo un futuro tutto in salita per il popolo italiano!!!!

  • Angela 18 maggio 2018

    Pur di non avere governi del presidente o governi tecnici mi sta bene che lega e cinque stelle facciano un tentativo,certo mi spiace che nel contratto non ci sia l’uscita dall’euro,non vorrei che anche loro due,col tempo si piegassero a Bruxelles…Mattarella poteva dare incarico al centro destra che di fatto aveva avuto la vittoria sugli altri partiti ma come ben sappiamo se ne è guardato bene e se l’Italia è in stallo la colpa è anche sua che non ha ascoltato”la volontà popolare”.

  • Laura Prosperini 17 maggio 2018

    On.le anche a molti di noi (o tutti, quasi) le preoccupazioni dell’euro-pa e le indebite pressioni (da cui, probabilmente, non è immune neanche mattarella) fanno venire voglia di farlo!
    Facciamolo (con coerenza ed intelligenza, mantenendo la possibilità di votare si solamente a ciò che è nei nostri valori, nelle nostre corde) e rimettiamo nei binari giusti la nostra amata Patria, fatto ciò, scrollataci di dosso l’euro-pa delle banche d’affari straniere, saremo gli unici (specialmente per tutto il Sud) ad essere credibili, capaci e coerenti.
    Ho fiducia.

  • Del mondo Raffaele 17 maggio 2018

    Pura retorica cara Giorgiia. Il lombardo ha deciso. A questo punto opposizione senza sconti

  • FRANCO 17 maggio 2018

    Preoccupazioni fondate quindi SEDERSI a palazzo Chigi !