Mattarella cerca di giustificarsi: ho tutelato gli investimenti (VIDEO)

Alla fine, non sono bastate neppure le rassicurazioni garantite dal professor Savona: il presidente Mattarella ha scelto di dare seguito a quella che lui stesso ha definito «l’incertezza degli investitori italiani e stranieri che hanno investuto nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende» preoccupati per «l’impennata dello spread». E così, pur riconoscendo che Movimento 5 stelle e Lega «hanno raggiunto un’intesa dopo un ampio lavoro programmatico»che, a sua detta, Mattarella avrebbe  «agevolato, in ogni modo», il Quirinale ha detto no: e ha imposto lo stop che ora apre al caos istituzionale.

Mattarella: «Ho tutelato gli investitori»

«Ho tutelato i risparmi degli italiani” ha detto il capo dello Stato. “Ho atteso i tempi da loro richiesti per giungere a un accordo di programma e per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti – ha proseguito il Capo dello Stato – pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche”. Del resto, la scelta di Mattarella, per quanto in qualche modo annunciata dalle riserve espresse nei giorni scorsi, lascia adito a pensare che, in questo caso, è stata data la priorità di scelta ai poteri forti, alle forze europeiste, all’Unione germanocentrica a guida Merkel. Dubbi che il presidente ha provato a fugare sostenendo che, «nessuno può sostenere che abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento; al contrario, ho accompagnato con grande collaborazione questo tentativo, com’è del resto mio dovere, in presenza di una maggioranza parlamentare, nel rispetto delle regole della Costituzione». Gli elettori, però, almeno quelli che hanno scelto di votare per il centrodestra e per il M5S si sentono traditi: e adesso i deu leader usciti vincenti dalle urne ma beffati dal no presidenziale invocano un ritorno al voto. «Avevo fatto presente sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato – ricorda Mattarella -, senza ricevere obiezioni, che per alcuni ministeri avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere: e alla fine ha scelto, dicendo no a Savona, no all’esecutivo del cambiamento. Di fatto un no che azzera e rinnega gli ultimi due mesi di elezioni, trattative e incontri al vertice.