Massaggi a luci rosse: donne sposate prostitute all’insaputa dei mariti

mercoledì 16 maggio 15:44 - di Redazione

Centri massaggi trasformati in case chiuse. Cinque persone, di nazionalità italiana e domiciliate nel Comune di Pomezia, sono state arrestate dai carabinieri per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Gli arrestati, quattro uomini e una donna, sono accusati di aver trasformato delle abitazioni, una in Pomezia, Via dei Castelli Romani e l’altra a Roma in Via Antonio Pacinotti, prese in locazione e pubblicizzate come centri massaggi, in luoghi in cui veniva svolta da giovani donne, sia italiane che dell’est Europa, anche sposate all’insaputa dei mariti, l’attività di prostituzione. I clienti, come ricostruisce il Messaggero, infatti potevano richiedere, oltre ai massaggi, che venissero eseguite dalle donne anche delle prestazioni sessuali.

Al centro massaggi offerte di sesso

L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata da una giovane ragazza che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come «segretaria», recatasi all’appuntamento con i gestori dei centri massaggi, aveva scoperto che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire delle prestazioni sessuali. L’indagine ha permesso di dimostrare l’attività di sfruttamento della prostituzione per i gestori dei centri massaggi, due uomini di 42 e 32 anni entrambi residenti a Pomezia che sono stati portati al carcere di Velletri, gli stessi si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% di quello che veniva da loro guadagnato e organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni e una donna di 41 anni, favorivano l’attività di prostituzione delle giovani, portando nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno e gestendo gli appuntamenti e la contabilità, sono agli arresti domiciliari.
Commenti

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  • antonio 13 agosto 2018

    ciao bella fai con richieza di amizicia antonio de rossi

  • Giuseppe Forconi 17 maggio 2018

    Gli DC sempre pronti a vietare tutto cio’ che si trova sotto l’ombellico . Ogni decisione e’ buona per togliere dalla strada queste povere ragazze, schiave dei papponi, albanesi, rumeni e altri.

  • Orlando Portento 16 maggio 2018

    APRITE LE CASE CHIUSE, CIOE’ I BORDELLI, VIA QUESTA IPOCRITA, BIGOTTA, OBSOLETA LEGGE DEL MENGA E’ UN BENE PER TUTI E TUTTO.

  • Laura Prosperini 16 maggio 2018

    certo vanno colpiti, senza alcun dubbio ma rispetto a ben altri criminali organizzati questi “cacio e pepe” fanno ridere (magari tristemente)…