Macron insiste: no ai nazionalismi. Tranne quello francese ovviamente

Dopo le polemiche suscitate dalle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron ieri ad Acquisgrana, oggi il capo dell’Eliseo prova a correggere il tiro. E lancia un messaggio, anche in italiano, per l’Europa. Macron ripropone in diverse lingue “l’appello” lanciato ieri da Aquisgrana, dove è stato insignito del Premio Carlo Magno. Oggi, su Twitter, il presidente francese ripropone i concetti chiave espressi ieri. Lo fa con una serie di messaggi in italiano, in spagnolo, in tedesco, in inglese, in portoghese: “Per l’Europa: 1. Non siamo deboli. Scegliamo. 2. Non siamo divisi. Uniamoci. 3. Non abbiamo paura. Osiamo fare. 4. Non aspettiamo. Agiamo ora”. Poche le risposte in italiano, soprattutto da utenti che non sembrano condividere i concetti espressi dal presidente francese. In pratica, ieri il presidente aveva criticato la sovranità dei popoli – tranne che di quello francese ovviamente -: secondo lui, “l’allarme” viene dalla Brexit, dalle elezioni italiane, dall’Ungheria, dalla Polonia. In pratica, l’allarme per Macron viene da chi contesta l’Unione europea e il fatto che abbia distrutto l’Europa tranne Francia e Germania, ovviamente. Macron mette in guardia i popoli europei dal nazionalismo e da tutte le destre. L’Europa, secondo Macron, deve continuare a essere a guida franco-tedesca, e le altre nazioni non devono votare i partiti populisti né dire male dell’Unione europea. Insomma, non devono essere popoli. I messaggi che lancia Macron, oltre a essere retorici e superficiali, tendono ad assolvere la Francia proprio da quell’eccessivo nazionalismo di cui accusa gli altri Paesi come l’Italia o l’Ungheria. Ma la Francia è, e rimarrà sempre, la patria del sovranismo, come insegna la storia.