M5S: «Passi avanti». La Lega: «Sì, ma non basta». E spuntano altri papabili

«Passi avanti sulla figura del premier». Non ci sono altri dettagli al termine dell’incontro, iniziato alle 10 ì tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5S, Luigi Di Maio. Sul tavolo, negli uffici del movimento alla Camera, c’era la definizione dei punti rimasti in sospeso nell’accordo sul programma di governo ma soprattutto la rosa dei nomi pr Palazzo Chigi. In sostanza, nel corso dell’incontro, sono stati definitivamente messi a punto i temi del contratto di governo sui quali non si era registrata piena convergenza: contratto che Di Maio e Salvini sottoporranno ai loro iscritti, rispettivamente on line e ai gazebo previsti nel fine settimana. Di Maio e Salvini avrebbero chiuso con “reciproca soddisfazione” il capitolo dedicato al contratto di governo,  mentre, sempre da fonti cinquestelle si apprende che sul nome del premier «c’è stata una progressione, sono stati fatti dei passi in avanti».

Secondo le ultime indiscrezioni i papabili sarebbero lo stesso Di Maio, Bonafede, Fraccaro, Crimi e Spadafora. In pole, proprio il capo politico del Movimento. Del tutto tramontata l’ipotesi di una “staffetta” tra il capo politico del Movimento e Matteo Salvini. Al segretario del Carroccio dovrebbe essere affidata la guida del ministero dell’Interno. Mentre per gli altri ministri “di peso“ i nomi più probabili sono quello di Giampiero Massolo – presidente del cda di Fincantieri – agli Esteri e del grillino Bonafede alla Giustizia. Il leghista Giancarlo Giorgetti è in pole position per il ruolo di sottosegretaro con delega ai Servizi mentre la Lega dovrebbe indicare i nomi per l’Agricoltura e il Turismo. Mentre il ministero dell’Economia e quello delle Politiche Ue potrebbero essere affidate a tecnici. Un altro parlamentare M5S entrato insistemente in alcune rose di papabili, è Emilio Carelli, che però smentisce di essere indisponibile a ricoprire il ruolo di premier: «Non è vero, sono e resto a disposizione del movimento». Fonti della Lega frenano cn l’ottimismo per la presenza di alcuni nodi da sciogliere.  Salvini ha lasciato la Camera dopo l’incontro con Di Maio. Entrambi erano stati visti entrare a Montecitorio intorno alle 8.30, circa 5 ore fa. Il segretario della Lega è uscito dal Palazzo in macchina. I due leader non avrebbero intenzione di incontrarsi di nuovo nel pomeriggio.