L’ultima tentazione: una donna come premier. E spuntano i primi nomi

Una strada piena di insidie. E chi più ne ha, più ne metta. Inizia a prender quota l’ipotesi che a occupare la poltrona di Palazzo Chigi possa essere una donna. I rumors si rincorrono insistenti e spuntano i primi nomi. Di centrosinistra o legati alla Bce. Non è escluso che il presidente Mattarella abbia già individuato la figura al femminile da piazzare sullo scranno più alto di Palazzo Chigi.

Donna premier: ecco i nomi

Una donna impegnata, con un alto profilo, dotata di una personalità di spessore, in grado di traghettare il governo fino a dicembre, in tempo per la Finanziaria e per scongiurare l’aumento dell’Iva. Nelle stanze dei bottoni il “totonomi” è già cominciato da tempo. Tra i possibili premier resta stabile il nome di Lucrezia Reichlin, 63 anni, romana, figlia di Alfredo Reichlin e Luciana Castellina, entrambi comunisti storici. Reichlin, vanta ottime credenziali internazionali. Economista, docente alla London Business School, è membro della British Academy, fa parte del consiglio di amministrazione di UniCredit e del cda di Messaggerie italiane spa e ha insegnato all’Université libre de Bruxelles. Dal 2005 al 2008 è stata inoltre direttore generale alla Ricerca alla Bce, durante la presidenza di Jean-Claude Trichet.

Secondo gli ultimi boatos tra i nomi in pole per la premiership ci sarebbe anche quello di Elisabetta Belloni, 59 anni, ambasciatrice e con un’invidiabile carriera diplomatica. Già capo di gabinetto del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel 2016 è stata nominata segretario generale della Farnesina. Belloni è inoltre docente di Cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma e il suo profilo piacerebbe anche al M5S.

Altro nome ricorrente è quello del giudice costituzionale Marta Cartabia. Milanese, 54 anni, nel 2011 è stata nominata da Napolitano giudice costituzionale e poi dal 2014 vicepresidente della Corte costituzionale. Dal dicembre 2017 è anche membro sostituto della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto.

Tra le possibili eredi di Gentiloni a Palazzo Chigi spuntano poi i nomi di Anna Maria Tarantola , già dirigente della Banca d’Italia ed ex presidente della Rai durante il governo Monti e della fisica Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra.

Quanto ai nomi più caldi al maschile restano invece in pole quelli dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, quello del dg di Banca d’Italia, Salvatore Rossi e del presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno.