L’ultima tentazione: una donna come premier. E spuntano i primi nomi

martedì 8 maggio 15:36 - di

Una strada piena di insidie. E chi più ne ha, più ne metta. Inizia a prender quota l’ipotesi che a occupare la poltrona di Palazzo Chigi possa essere una donna. I rumors si rincorrono insistenti e spuntano i primi nomi. Di centrosinistra o legati alla Bce. Non è escluso che il presidente Mattarella abbia già individuato la figura al femminile da piazzare sullo scranno più alto di Palazzo Chigi.

Donna premier: ecco i nomi

Una donna impegnata, con un alto profilo, dotata di una personalità di spessore, in grado di traghettare il governo fino a dicembre, in tempo per la Finanziaria e per scongiurare l’aumento dell’Iva. Nelle stanze dei bottoni il “totonomi” è già cominciato da tempo. Tra i possibili premier resta stabile il nome di Lucrezia Reichlin, 63 anni, romana, figlia di Alfredo Reichlin e Luciana Castellina, entrambi comunisti storici. Reichlin, vanta ottime credenziali internazionali. Economista, docente alla London Business School, è membro della British Academy, fa parte del consiglio di amministrazione di UniCredit e del cda di Messaggerie italiane spa e ha insegnato all’Université libre de Bruxelles. Dal 2005 al 2008 è stata inoltre direttore generale alla Ricerca alla Bce, durante la presidenza di Jean-Claude Trichet.

Secondo gli ultimi boatos tra i nomi in pole per la premiership ci sarebbe anche quello di Elisabetta Belloni, 59 anni, ambasciatrice e con un’invidiabile carriera diplomatica. Già capo di gabinetto del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel 2016 è stata nominata segretario generale della Farnesina. Belloni è inoltre docente di Cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma e il suo profilo piacerebbe anche al M5S.

Altro nome ricorrente è quello del giudice costituzionale Marta Cartabia. Milanese, 54 anni, nel 2011 è stata nominata da Napolitano giudice costituzionale e poi dal 2014 vicepresidente della Corte costituzionale. Dal dicembre 2017 è anche membro sostituto della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto.

Tra le possibili eredi di Gentiloni a Palazzo Chigi spuntano poi i nomi di Anna Maria Tarantola , già dirigente della Banca d’Italia ed ex presidente della Rai durante il governo Monti e della fisica Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra.

Quanto ai nomi più caldi al maschile restano invece in pole quelli dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, quello del dg di Banca d’Italia, Salvatore Rossi e del presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno.

Commenti

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  • serdanip@outlook.com 10 maggio 2018

    Mattarello sceglie pasionarie ex PCI o PD e sicuramente quantomeno vicine a Bilderberg e/o alla massoneria. COMPLIMENTI in caso di governo neutrale, veramente COMPLIMENTI. Sarebbe da processare invece.

  • pompeo.tringali@gmail.com 9 maggio 2018

    tutte donne e pure di sinistra!!!! Mattarella non scherzare.scordati la tua appartenenza politica e se non ci riesci o non puoi dimettiti

  • lorenzaceccaroni@libero.it 9 maggio 2018

    Mattarella servitore dei SUOI padroni e non certo degli italiani che lo stipendiano e meno che meno degli elettori del 4 marzo.

  • vittorio.sciullo@libero.it 9 maggio 2018

    mattarella risponde appieno al proprio azionista di maggioranza (che è quello che lo nomina amministratore). a guardar bene è un fine giurista (i giuristi in genere decidono della pelle degli altri), e come fine giurista ella corte costituzionale decise che la legge elettorale che aveva nominato il parlamento era incostituzionale ma il parlamento con essa eletto poteva legiferare e poi poteva anche nominare il presidente della repubblica, ossia lui.

  • paolograffigna@alice.it 9 maggio 2018

    Padre Pio profetizzò che la monarchia sarebbe tornata in Italia col ramo dei Savoia D’Aosta, non più il ramo Carignano….forse sarà un giorno il nostro re Aimone di Savoia!

  • maurizio_turoli@yahoo.it 9 maggio 2018

    Mattarellaesegue gli ordini impartiti dalla Trilaterale e dai Bilderberg italiani

  • mariosmanca35@gmail.com 9 maggio 2018

    Ecco la differenza tra un presidente di repubblica (ovviamente di parte e non della totalità dei cittadini) e un Re Costituzionale. VIVA LA MONARCHIA! TORNI IL RE!
    Mario Salvatore Manca

  • paperoga1960@gmail.com 8 maggio 2018

    Tutte rigorosamente del PD o del PCI, e questo sarebbe il rispetto della volontà popolare? Quest’ uomo non merita la carica che ha, sta solo favorendo dei perdenti che lo hanno messo lì, impeachment toglietelo dalle scatole…