L’ong di Soros fugge dall’Ungheria: qui le leggi sono troppo repressive…

L’ong di Soros va via. La fondazione del miliardario americano di origine ungherese George Soros ha annunciato la chiusura della sua sede in Ungheria in seguito alle politiche “sempre più repressive” del governo di Viktor Orban. “Di fronte a un contesto politico e giuridico sempre più repressivo, l’Osf sposta le sue operazioni e il suo personale internazionale con sede a Budapest nella capitale tedesca, Berlino”, ha spiegato in un comunicato l’Open Society Foundations, che finanzia diverse organizzazioni non governative (ong). L’annuncio segue di poche ore le indiscrezioni secondo le quali Orban e il suo partito, la Fidesz ,vorrebbero rendere ancora più severa la legge sulle Ong, il cosiddetto pacchetto di leggi anti-Soros presentato a febbraio, che prevede un maggiore controllo da parte del ministero dell’Interno sulle organizzazioni non governative straniere considerate dal governo a sostegno della migrazione. Soros nega l’accusa di Orban secondo cui la sua fondazione è parte di un piano per portare in Europa un numero insostenibile di migranti. “Il governo ungherese ha denigrato e travisato il nostro lavoro con tattiche e modi senza precedenti nell’Unione europea“, ha affermato Patrick Gaspard, presidente di Open society. E sempre a proposito di ong, si apprende che il direttore esecutivo di Oxfam, Mark Goldring, ha annunciato che lascerà l’incarico alla fine dell’anno in seguito ai “ripugnanti abusi” commessi da membri della organizzazione umanitaria ad Haiti. Lo scandalo, scoppiato in febbraio, riguardava presunti abusi sessuali commessi dallo staff dell’ong.