L’Italia deferita alla corte Ue: sugli ulivi non siamo intervenuti correttamente

L’Italia domani dovrebbe essere deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue nell’ambito della procedura di infrazione aperta in relazione alle misure necessarie per combattere la diffusione della Xylella Fastidiosa, un batterio che attacca gli olivi (e altre piante come la vite). La Commissione dovrebbe annunciare la decisione domani, nell’ambito del pacchetto infrazioni, che dovrebbe prevedere in tutto quattro deferimenti in Corte per il nostro Paese: uno per l’inquinamento da Pm10, uno per la Xylella, un altro per la mancata trasmissione del programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi e l’ultimo per il mancato recepimento di una direttiva sulle prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani. Nell’area interessata, in Puglia, restano ancora circa 3mila ulivi infetti, che per la Dg Santé della Commissione vanno espiantati. In totale, le procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese dovrebbero salire da 61 a 62, per effetto di tre nuove lettere di messa in mora (per la mancata attuazione di una direttiva relativa alle norme di sicurezza per la protezione dalle radiazioni ionizzanti; per la mancata attuazione di un’altra direttiva sulla gestione dei rifiuti radioattivi e per l’esenzione dalle accise dei combustibili per le imbarcazioni da diporto) e di due archiviazioni. Come detto, l’Italia, insieme ad altri Paesi europei, si appresta ad essere deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue nell’ambito della procedura di infrazione in corso per l’inquinamento atmosferico da Pm10. A quanto si apprende, la procedura per l’inquinamento da NO2, il biossido di azoto, non dovrebbe invece aggravarsi, pur restando aperta. Il commissario europeo all’Ambiente Karmenu Vella aveva avvertito, a fine gennaio, che in assenza di misure efficaci il deferimento in Corte per i Paesi che violano le norme Ue anti inquinamento sarebbe stato inevitabile. La Commissione dovrebbe annunciare domani il pacchetto infrazioni. La documentazione fornita dall’Italia dovrebbe essere stato sufficiente ad evitare l’aggravamento della seconda procedura, mentre per la prima il deferimento in Corte sembra difficile da evitare. I livelli di Pm10 restano troppo elevati non solo in diverse aree della Val Padana, che è una delle pianure meno ventose del mondo a causa della sua particolare orografia, ma anche in altre aree metropolitane, come Roma e Palermo. Altri Paesi, comunque, dovrebbero essere deferiti alla Corte: per l’inquinamento da biossido di azoto la Francia, la Germania e il Regno Unito; per quello da Pm10, oltre all’Italia, la Romania e l’Ungheria.