L’intesa Di Maio-Salvini provoca un travaso di bile a Travaglio: «Il Cav…»

Marco Travaglio non ci sta. Alla sola idea che nasca un esecutivo Lega-M5S gli cala il velo nero sugli occhi, come si evince nell’editoriale , intitolato Le larghe fraintese e parlando di “pastrocchio”, di “pagliacciata”.  Il direttore del Fatto Quotidiano attacca duramente il nascente governo gialloverde. Travaglio non ha mai nascosto nei suoi interventi la “predilezione” – ormai sfumata- per un’intesa tra Di Maio e il Pd. Troppe cose da digerire: il fatto che il Movimento 5 Stelle tratti ora con la Lega, e soprattutto che il tutto avvenga senza che Salvini abbia messo a repentaglio la relazione con Berlusconi. «Il governo 5Stelle-Lega, salvo chiarimenti dell’ultima ora, rischia di essere ancor più oscuro – scrive Travaglio- perché poggia le fondamenta su un equivoco grosso come una casa: il ruolo di Berlusconi, delinquente naturale, pregiudicato ineleggibile e interdetto». Ancora con i suoi insulti ai limiti dell’ingiuria.

Travaglio critica aspramente Di Maio, ma più di ogni altra cosa gli sta a cuore ribadire la sua ossessione per Berlusconi. Nell’editoriale Travaglio sconfina nelle metafora matrimoniale, paragonando l’intesa tra i due leader a un matrimonio in cui «il marito autorizza la moglie a mettergli le corna, e magari si diverte pure a guardare da dietro la porta. E questa sarebbe solo la parte visibile dell’accordo».

A  Travaglio “il ruolo di Berlusconi” non va né su né giù. «Perché – scrive – oggi B. autorizza Salvini a fare ciò che per oltre due mesi gli ha furiosamente proibito? Delle due l’una. O solo perché ha paura del voto. O anche perché ha ottenuto quelle “garanzie” che ha sempre preteso dai governi non suoi per non scatenare la guerra termonucleare: favori a Mediaset e nessuna norma contro le quattro ragioni sociali della sua banda (corruzione, evasione fiscale, mafia e conflitto d’interessi). E chi può avergliele date? Ovviamente Salvini che, con Di Maio, tratta per conto di tutto il centrodestra». Tutto il suo furore riemerge e la causa stavolta di questo grande dispiacere gliel’ha data proprio Di Maio. Giornataccia.