L’ex M5S Zanni: Sapelli bloccato dal Quirinale perché euroscettico e anti-Merkel

lunedì 14 maggio 17:45 - DI Redazione

Giulio Sapelli, storico dell’Economia già presidente, tra l’altro, della Fondazione Mps e della multiutility emiliana Meta, potrebbe essere stato ‘stoppato’ nella corsa verso palazzo Chigi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale il nome di Sapelli effettivamente “è stato fatto” dalla Lega. E a pesare potrebbero essere state le posizioni eterodosse del professore, spesso critiche nei confronti dell’attuale ‘consensus’ europeo, egemonizzato dalla Germania e dai Paesi del Nord, e nei confronti dell’ordoliberalismo tedesco. Ad avanzare l’ipotesi è Marco Zanni, eurodeputato del gruppo Enf, che conosce molto bene sia il Movimento Cinque Stelle che la Lega. Zanni ha fatto parte della delegazione pentastellata a Bruxelles fino al suo passaggio, come indipendente, all’Enf, gruppo in cui siede la Lega, in occasione del fallito tentativo dei pentastellati di aderire al gruppo Alde, che scatenò un mezzo terremoto tra i Cinquestelle nel Parlamento Europeo all’inizio dell’anno scorso. Sapelli, docente di Storia Economica all’Università Statale di Milano e autore di innumerevoli pubblicazioni, ricorda Zanni, “è uno che ci è sempre andato abbastanza pesante, sia sul tema Europa che sul tema Germania. Sapelli, seppur professore, nei suoi interventi sui giornali e nelle ospitate tv non è stato leggero nei confronti dell’Europa né nei confronti della Germania, né nei confronti del sistema socioeconomico su cui si basa oggi l’Europa”.

“Se veramente questo nome è stato fatto, ed è stato fatto, da parte della Lega, e, questo è da verificare, se Mattarella l’ha respinto”, continua Zanni, l’ipotesi che il Movimento Cinque Stelle nella futura coalizione con la Lega possa fare la parte dell”amico dell’Ue “può avere una conferma. Io Sapelli lo vedo come un nome più di rottura rispetto agli altri che ho sentito girare”. In merito alle dichiarazioni di Marco Zanni  l’Ufficio stampa del Quirinale precisa che “quanto attribuito dall’onorevole Zanni al Presidente della Repubblica è totalmente privo di fondamento”.

 

Commenti

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  • gendiemme@gmail.com 15 maggio 2018

    Vero è che, a Bruxelles, fallito anche il direttorio Francia-Germania, non si sa come fare per unire le nazioni europee. Per loro rappresentiamo un’incognita. Gli italiani non sono europeisti a parole, come francesi e tedeschi. Vogliamo bilancio, debito pubblico, politica estera, difesa in comune. Non è troppo perché è conditio sine qua non. Vogliamo e possiamo ottenerli, paradossalmente, con l’ITALEXIT. Grazie.

  • giorgio.conti@unipr.it 15 maggio 2018

    personalmente mi auguro che non sia vero, la stagione degli stop e delle “congiure di palazzo” e’ augurabile sia finita, senza nulla togliere alle prerogative del capo dello Stato. Che la UE e soprattutto Germania e Francia facciano i loro interessi fregandosene altamente e’ un dato di fatto, sarebbe ora di ridiscutere certi trattati ed accordi a senso unico, e’ ora di stare diritti e non sempre a 90° come accaduto con i governi precedenti.

  • max.bialystock@libero.it 15 maggio 2018

    speriamo sia vero che mattarella/napolitano non abbia e non voglia interferire, in caso contrario … art. 90

    • emigalassi@gmail.com 15 maggio 2018

      La UE ha distrutto il popolo italiano, che è impotente nelle proprie scelte, facendo crollare così l’economia. Anch’io sono molto euro scettica. La UE sta aiutando solo i potenti. Oligarchi, finanze, multinazionali. Paradiso fiscale a Lussemburgo. Che unione europea è questa? Se non governa per far star bene i popoli? Allora meglio governarsi senza una UE che ti risucchia miliardi e ti fa schiavo senza avere la possibilità di decidere liberamente di scelte più confacenti per la nostra economia! Certo che voglio essere sovrano delle mie scelte! L’Italia è mia e di nessun altro!

  • benpiero@alice.it 15 maggio 2018

    Però un fatto è certo: che sulle quote latte l’Europa effettivamente ci è stata matrigna ed ha approfittato e approfitta ancora di un errore madornale fatto dall’Italia suo tempo, e quando si scopre che errori di conoscenza dei fatti hanno influenzato gli accordi, gli accordi o i contratti vanno rivisti per vizio della volontà.