Lega-M5S, parla Borghi: «Attriti? Vi dico che sul reddito di cittadinanza…»

Non si può gettare sul tavolo il reddito di cittadinanza così, come se fosse un prodotto da vendere al mercato. E neppure aprire il libro dei sogni senza avere i conti a posto. Vertice dopo vertice, mezze parole, ottimismo mischiato a pessimismo, retroscena. Ci sono punti di disaccordo tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Su alcuni temi è difficile trovare la quadra. E finalmente c’è qualcuno che spiega. È Claudio Borghi, l’economista al quale Salvini ha dato carta bianca per la stesura del programma comune, proprio a ridosso dell’ennesimo faccia a faccia a Montecitorio. «Molteni ha detto abbiamo il nome del premier da proporre a Mattarella? Sì. Ma poi…». Poi si è valutato il fatto che non era stata ancora raggiunta l’intesa «su alcuni punti importanti» e che quindi «non aveva molto senso prendere e partire». Borghi della Lega, arrivando a Montecitorio per partecipare al tavolo col M5S per la stesura del programma di governo.

«Il punto su cui c’è un po’ di disaccordo» con il M5S «è il fatto di essere più o meno aggressivi sui numeri. Io vorrei che fosse chiaro che se si inizia questo programma ci siano le risorse per poterlo effettivamente fare e che queste risorse si debbano prendere senza aggiungere una tassa in più», afferma Così Claudio Borghi. Il reddito di cittadinanza «non è assolutamente un problema: basta che sia chiaro che ci siano le risorse per poterlo fare e che ci sia la volontà di capire che queste risorse, se si tengono i vincoli attuali (specialmente quelli stringenti come il pareggio di bilancio), non si potranno mai trovare». Il rapporto con l’Europa «dovrebbe essere chiarito: è evidente che se noi andiamo a ragionare in termini di pareggio di bilancio, in questa fase economica l’Italia ha bisogno di più denaro da mettere nelle tasche dei cittadini. Se dall’altra parte c’è qualcuno che dice che questo denaro lo devi togliere, non si va da nessuna parte. Per me è molto importante che si rivedano le regole europee e i trattati in modo tale da poter rimettere in pista l’economia», conclude Bo

Gli immigrati. Tra i punti ancora da chiarire vi è la gestione dei flussi migratori, uno dei temi bandiera della Lega che proprio sul rimpatrio di tutti i clandestini e il blocco degli sbarchi ha conquistato parte del suo consenso. Una linea dura – al momento divergente con le posizioni più soft sostenute dai Cinquestelle in campagna elettorale – che il Carroccio ha legato alla questione sicurezza e che è stata ribaditadal leader leghista. «Le posizioni di Lega e M5S partono da una notevole distanza e nel rispetto dei diritti umani, dei trattati, della solidarietà – ha spiegato Salvini – però – ha aggiunto – mi rifiuto di pensare all’ennesima estate/autunno degli sbarchi, del business dell’immigrazione clandestina in saldo. E quindi su questo la Lega deve avere mano libera per la tutela della sicurezza dei cittadini e smantellare il business sulla pelle di queste persone».