Lega e M5S insistono sul nome di Savona. Il Quirinale: non accettiamo diktat

“Pare che qualcuno non vuole Savona all’economia”, afferma Matteo Salvini rivolgendosi ai suoi sostenitori su Facebook. E che sul nome di Paolo Savona sia in corso un braccio di ferro con il Quirinale lo fa capire anche il deputato M5S Carlo Sibilia: “Credo sia il profilo più adatto in questo momento storico per fondere la necessità di cambiamento che viene richiesta dal popolo italiano in ambito economico con l’esigenza di salvaguardare i già delicati equilibri europei. Mi auguro che queste parole possano arrivare a chi di dovere ed essere da umile supporto alle difficili scelte che ci saranno da compiere nelle prossime ore”. E Luigi Di Maio conferma: sul nome di Savona Lega e M5S sono “perfettamente allineati”. Chiosa a sua volta Giancarlo Giorgetti: credo che Savona sarà nella squadra di governo. Il tema del resto è dibattuto da giorni. Da parte del Quirinale c’è una attenta vigilanza per evitare fughe in avanti sul tema dell’Europa ma non c’è solo il Colle a mettere i paletti. Una nota dei vescovi italiani, infatti, parla di vigilanza “nei confronti di coloro che andranno al governo”. I prelati sono pronti a collaborare ma con “coscienza critica” consapevoli che ci sono “principi irrinunciabili”. Il riferimento esplicito è a tutto ciò che va “contro i migranti”.

Al Quirinale stanno attendendo i risultati delle consultazioni di Giuseppe Conte ma si fa filtrare che il problema non è quello di veti sulla persona di qualche ministro bensì quello dell’inammissibilità di diktat nei confronti del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica nell’esercizio delle funzioni che la Costituzione attribuisce a tutti due. Infatti secondo l’articolo 92 la scelta dei ministri spetta al presidente della Repubblica, che li nomina su proposta del presidente del Consiglio.