La veglia Lgbt in Chiesa con il vescovo. La protesta dei cattolici

Riceviamo da Federica Prati e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Omosessuali in Chiesa a pregare assieme al Vescovo. Accade a Reggio Emilia, dove domenica 20 maggio si terrà una veglia per il superamento dell’omofobia nella parrocchia di Regina Pacis, organizzata da Don Paolo Cugini e presieduta da Monsignor Massimo Camisasca. L’evento ha creato scandalo fra i cattolici tradizionalisti della diocesi reggiana, che hanno deciso di riunirsi in un contro-rosario di riparazione, che si terrà in via Vittorio Veneto alle 21 – davanti al Vescovado – in concomitanza con la preghiera Lgbt.

I fedeli andranno sotto alla casa del Vescovo sostenuti dalla casa editrice Radio Spada e dal Comitato Beata Scopelli, che già aveva marciato contro il Gay Pride del 3 giugno 2017: “Dopo le fomentate polemiche sulla veglia anti-omofobia prevista per il 20 maggio nella parrocchia di Regina Pacis, il vescovo Massimo Camisasca – non attraverso la Diocesi o l’uffficio stampa diocesano, ma attraverso il sito di GayNews, evidentemente nuovo canale informativo del Monsignore – ha annunciato che sarà lui stesso a presiedere la veglia omoeretica”, scrivono i tradizionalisti, in aperto contrasto con l’apertura della Chiesa locale. “Reggio Emilia si rivela la Diocesi più gay-friendly d’Italia, uno scandalo appoggiato dal Pastore Maximo che, peraltro, si adegua alla locandina arcobaleno già modificata per il grande evento. E’ una vergogna”. Il sacerdote promotore della veglia gay, Don Paolo Cugini, collabora da tempo con Progetto Gionata, portale su fede e omosessualità, accusato dal gruppo cattolico di fare “oscena omoeresia”. Il sito web, in effetti, non ha mancato più volte di pubblicare immagini controverse: foto di persone dello stesso sesso che si baciano davanti alla croce di Cristo e crocifissi arcobaleno sono una costante della piattaforma online. Lo stesso Cugini è molto attivo sul suo blog, dove teorizza la teologia queer contro ogni forma di discriminazione: “Le veglie per un mondo senza omotransfobia sono una consuetudine che si rinnova dal 2007, quando per la prima volta a Firenze alcuni omosessuali credenti decisero di pregare insieme a seguito di un tragico evento – scrive il prete – Matteo, un giovane adolescente, si era tolto la vita a causa delle vessazioni dei compagni di scuola. Da allora in molte città italiane e in diverse città del mondo tanti cristiani di diversa provenienza si riuniscono ogni anno per pregare. Fare memoria delle tante vittime e dire basta alle discriminazioni”. Quanto è certo è che la Chiesa di Reggio ha preso una posizione netta, e non è di fianco alla tradizione.
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