La Raggi alle rondini: «Al mio segnale scatenate l’inferno mangiando zanzare»

Sono già tutti in fila, pronti a scrivere un libro di barzellette su Virginia Raggi. La sindaca (o presunta tale) di Roma ne sforna una alla settimana. È passata dai fantasmagorici progetti sulle funivie all’incapacità di riparare una sola buca della Capitale, dal ritorno dell’Impero alla chiamata alle armi delle pecore per tagliare l’erba nei parchi e nelle ville storiche. Sulle voragini ha trovato la soluzione: le circonda di transenne e rimane tutto là, per settimane e settimane. Ma anche questo è positivo, perché quelle voragini vengono immortalate dai flash dei turisti, che le fotografano come se fossero il Colosseo o l’Altare della Patria. Nella zona Est della città, per riparare un ponticello, ha bloccato due quartieri per settimane, facendo esplodere la rabbia dei residenti. E ora si procede col semaforo. Ottima idea, fermi al rosso si possono ammirare i campi. Ma la Raggi non si ferma qui, ha un altro progetto rivoluzionario per risolvere il problema delle zanzare: ma quale disinfestazione, al suo segnale vanno scatenate le rondini. In un’ordinanza firmata dalla sindaca – e riportata dal Messaggero – si adottano «misure urgenti» per la tutela della «biodiversità in ambito cittadino» e di attività necessarie per «difendere le rondini» e altre specie della stessa famiglia come i rondoni, i balestrucci e i topini. Ma non è amore per gli animali, il suo. Ha solo saputo che le rondini mangiano soprattutto zanzare e mosche. Visto che la disinfestazione è un’ardua impresa per un Campidoglio incapace di muovere un dito, meglio affidarsi alle rondini, che riescono a inghiottire circa seimila insetti al giorno. Quindi, divieto assoluto di distruggere i nidi. Qualcuno dovrebbe però ricordarle che questo divieto esiste già, E soprattutto che le rondini – nonostante l’invivibilità della Capitale, le buche, gli autobus che prendono fuoco, le metro zeppe – sono tornate a Roma in pompa magna. Come fanno da sempre. Costruendo i nidi negli stessi posti in cui li avevano costruiti l’anno prima. E mangiando zanzare come l’anno prima.