La festa della mamma resiste agli uteri in affitto e al “mammo” di sinistra

domenica 13 maggio 11:52 - di Robert Perdicchi

La festa della mamma, resiste, nonostante il calo demografico, la difficoltà per le donne di conciliare lavoro e maternità, nonostante la mancanza di sostegno fiscale e sociale alle famiglie, nonostante gli assalti ideologici al ruolo della mamma da parte della sinistra, a colpi di matrimoni gay, uteri in affitto, “madri maschi” e “papà lesbo”, nonostante la teoria del gender, dove tutto è possibile, anche non avere alcun sesso.

Invece, oggi, 13 maggio, ci informa la Coldiretti, più di un italiano su tre (il 34 per cento) non rinuncia a offrire un mazzo di fiori o una pianta alla mamma in occasione della tradizionale ricorrenza della seconda domenica di maggio.  Riti semplici, che definiscono un ruolo naturale, quello del figlio e di una mamma da omaggiare per averlo concepito, concetti non religiosi ma etici, sociali, non certo ideologici come quelli che da anni cerca di imporre la sinistra, mai doma sulle battaglie per i matrimoni gay, il “mammo”, le adozioni dei figli da parte degli omosessuali, con l’inversione e la neutralizzazione delle figure materne o paterne, con il ricorso all’utero in affitto sbandierato come conquista civile, o politica, come dimostra il caso di Nichi Vendola, come il riconoscimento delle unioni civili o dei figli nati da coppie gay, di cui Roma e Torino, due amministrazioni grilline, si sono fatte paladine.

Buona festa della mamma, dunque, a tutte le mamme italiane. E lunga vita alla donna mamma.

Commenti

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  • paolaiesus@tin.it 15 maggio 2018

    Condivido pienamente tutti e tre i commenti, e quindi ringrazio i commentatori.

  • bruno19420627@live.it 14 maggio 2018

    Fermo restando il fatto che ognuno può vivere il proprio sesso come meglio gli pare nella propria camera da letto, trovo sconcertante, disonesto nei confronti di esseri incapaci di esprimere la propria volontà, mi riferisco ai bambini, sia l’adozione di bambini da parte di coppie gay che l’acquisto di questi concepiti da chi da in affitto l’utero. La politica che sostiene questo genere di cose è una politica malata che porta alla distruzione della società civile. Una società civile rispetta la natura senza la presunzione di volerla stravolgere. Si parla della crisi demografica e contemporaneamente si sostiene una società che non potrà mai dare il suo contributo in tal senso, non vi pare una contraddizione? Un invito al nuovo governo, nell’augurio che nascerà, si occupi di sostenere la famiglia tradizionale lasciando agli altri i diritti che gli competono come persona.

  • giada2525@gmail.com 14 maggio 2018

    È ora di finirla con le farneticazioni di sinistra che vorrebbero UCCIDERE la figura materna in nome di certe ideologie che non stanno né in cielo né in terra, ripeto FARNETICAZIONI senza alcun senso, dove tutto è ammesso dove la vita di un bimbo si può comprare (vedi utero in affitto) come al supermercato in totale spregio di leggi naturali, etiche, religiose, solo per dare la possibilità a coppie gay di “acquistare” un figlio!! Si DOVREBBE AL CONTRARIO INCENTIVARE RENDENDO PIÙ SNELLE E AGEVOLI LE PRATICHE PER UNA ADOZIONE, SENZA STRAVOLGERE LA NATURA!!!

  • mariosmanca35@gmail.com 14 maggio 2018

    Anni fa avevo un collega, fresco sposino innamoratissimo di sua moglie. Ebbero dieci figli, tra cui due parti gemellari. Ogni volta che la moglie rimaneva incinta… le doglie le sentiva lui. Quando stava per arrivare il “momento fatale” era lui a prendere la moglie di propria iniziativa e a portarla in ospedale. Tanto che lei continuava a chiedersi come se la sarebbe cavata in caso di sua assenza.
    In questi giorni hanno festeggiato le nozze di diamante. Una rarità, no?
    Mario Salvatore Manca