La festa della mamma resiste agli uteri in affitto e al “mammo” di sinistra

La festa della mamma, resiste, nonostante il calo demografico, la difficoltà per le donne di conciliare lavoro e maternità, nonostante la mancanza di sostegno fiscale e sociale alle famiglie, nonostante gli assalti ideologici al ruolo della mamma da parte della sinistra, a colpi di matrimoni gay, uteri in affitto, “madri maschi” e “papà lesbo”, nonostante la teoria del gender, dove tutto è possibile, anche non avere alcun sesso.

Invece, oggi, 13 maggio, ci informa la Coldiretti, più di un italiano su tre (il 34 per cento) non rinuncia a offrire un mazzo di fiori o una pianta alla mamma in occasione della tradizionale ricorrenza della seconda domenica di maggio.  Riti semplici, che definiscono un ruolo naturale, quello del figlio e di una mamma da omaggiare per averlo concepito, concetti non religiosi ma etici, sociali, non certo ideologici come quelli che da anni cerca di imporre la sinistra, mai doma sulle battaglie per i matrimoni gay, il “mammo”, le adozioni dei figli da parte degli omosessuali, con l’inversione e la neutralizzazione delle figure materne o paterne, con il ricorso all’utero in affitto sbandierato come conquista civile, o politica, come dimostra il caso di Nichi Vendola, come il riconoscimento delle unioni civili o dei figli nati da coppie gay, di cui Roma e Torino, due amministrazioni grilline, si sono fatte paladine.

Buona festa della mamma, dunque, a tutte le mamme italiane. E lunga vita alla donna mamma.