Il treno si rompe e si ferma per un’ora sui binari: la rabbia dei pendolari

venerdì 11 maggio 16:45 - DI Giorgia Castelli

Il treno si rompe in mezzo al nulla. Le carrozze diventano roventi. E i passeggeri, stipati nei convogli, che decidono di aprire le porte del treno e scendere sui binari. Mattinata da incubo per i pendolari della linea Trenord S6 Novara Milano. Il guasto, si legge su MilanoToday  ha riguardato il locomotore del treno 10621 partito da Novara alle 8.18; il convoglio è rimasto fermo sui binari per circa un’ora e mezza tra le stazioni di Pregnana e Rho. E l’inconveniente ha causato cancellazioni a cascata e ritardi fino a 90 minuti, come riportato dalla società sul suo portale istituzionale. Il treno,  fermo dalle 8.55,  è stato rimorchiato e spinto nella stazione di Rho intorno alle 10.30, il tutto dopo gli accertamenti degli agenti della Polfer e della polizia locale di Rho che hanno controllato che non ci fossero persone lungo i binari. La presenza dei pendolari sulla massicciata — circa 15, secondo quanto reso noto da Trenord con un comunicato — «ha causato l’immediata sospensione della circolazione sull’intera tratta per motivi di sicurezza». Non solo: secondo l’azienda la presenza dei passeggeri lungo la linea ha allungato «le operazioni di soccorso del treno guasto e generando ulteriori ritardi sull’intera direttrice, a discapito dei clienti rimasti correttamente a bordo». I passeggeri scesi dal teno sono stati poi raggiunti e identificati dagli agenti della Polfer di Rho e scortati in sicurezza fino alla stazione. Nessuna multa è stata emessa, ma ora ci sarà un’indagine: la sanzione prevista dalla legge sarebbe di 516 euro.

La rabbia dei passeggeri

Numerosi pendolari, come riporta MilanoToday, hanno denunciato il fatto sui social: «C’è gente che si sente male c’è gente che sta andando nel panico», ha scritto Melissa. «La situazione è preoccupante fermi nel nulla prima di Rho. Manca l’aria, siamo del bestiame trasportato …Aiuto!», ha detto Ornella. Diversa la ricostruzione fornita dall’azienda di Piazzale Cadorna che in una nota ha scritto: «L’aria condizionata a bordo treno era funzionante. Il capotreno, passando tra i vagoni ad informare i passeggeri del guasto, ha comunque provveduto ad aprire i finestrini delle carrozze». A stretto giro è arrivata la replica del Comitato pendolari S6 Novara: «Secondo le prime testimonianze raccolte, i pendolari avrebbero materialmente, ma non indebitamente aperto le porte perché le brugole e le istruzioni per farlo sono state fornite proprio dal personale viaggiante che in un barlume di buon senso o forse imprudente gestione del panico ha pensato di contravvenire alle regole vigenti per alleviare il disagio di quei viaggiatori che non stavano bene», hanno scritto in un comunicato. «Saremmo davvero dispiaciuti — concludono — di venire a sapere che le uniche persone a finire nei guai fossero quei dipendenti di Trenord in servizio che mettendosi una mano sulla coscienza hanno semplicemente aiutato gli utenti a non morire soffocati dal caldo». Dieci passeggeri scesi dal teno sono stati poi raggiunti e identificati dagli agenti della Polfer di Rho e scortati in sicurezza fino alla stazione. Nessuna multa è stata emessa, ma ora ci sarà un’indagine: la sanzione prevista dalla legge sarebbe di 516 euro.

 

 

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 12 maggio 2018

    E devono solo ringraziare se non hanno addebitato loro il guasto al treno. Che Italia ragazzi …