Il sindaco M5S fugge dalle “Iene”: «Non parlo coi dipendenti di Berlusconi»

venerdì 11 maggio 11:52 - DI Fortunata Cerri

«Non parlo di mafia con i dipendenti di Berlusconi». Poche e lapidarie parole pronunciate dal sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, che confermano il rapporto non proprio idilliaco con gli inviati della trasmissione di Italia Uno Le Iene. Già in passato il programma aveva dedicato spazio al primo cittadino per un presunto caso di abusivismo edilizio che lo riguardava direttamente. La troupe Mediaset è tornata nella cittadina alle porte di Palermo per un servizio su un bene confiscato alla mafia e occupato abusivamente. Cinque ha scelto però di non rilasciare alcuna intervista. Alle Iene, ha scritto su Facebook, ha fatto pervenire un messaggio: «Il sindaco di Bagheria non parla con dipendenti di Silvio Berlusconi, anche indiretti, poiché secondo una recente sentenza e attraverso le parole del pm Di Matteo è emerso che “è stato stipulato un patto con Cosa Nostra, intermediato da Marcello dell’Utri, che è stato mantenuto dal 1974 fino al 1992 dall’allora imprenditore Silvio Berlusconi”. Pertanto non ritengo conducente trattare l’argomento mafia con dipendenti di Berlusconi per rispetto dei morti uccisi dalla mafia e per rispetto di chi ha lottato contro la mafia, giornalisti inclusi. Per ogni richiesta di approfondimento giornalistico potrete inviare richiesta scritta ed avrete una relazione dettagliata sulla vicenda».

Il sindaco M5S scaricato da Di Maio

Il post ha ricevuto più di quattrocento commenti di utenti divisi tra chi loda la decisione di Cinque: «Bravissimo!!!! così avrebbe dovuto fare il presidente della Repubblica!…», scrive uno di loro. E chi invece lo critica: «Non condivido il messaggio inviato alle Iene, messaggio che offende le tantissime famiglie che vivono grazie al lavoro che le aziende di Berlusconi danno! Alle domande dei giornalisti non bisognerebbe mai sottrarsi e le scuse sono pessime!».  Nei mesi scorsi Cinque è finito al centro di un’inchiesta della procura di Termini Imerese per turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Dopo la notizia, il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio aveva “scaricato” Cinque, affermando che il giovane sindaco «non fa parte del Movimento».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • laurabovati@yahoo.it 12 maggio 2018

    Un altro partito convinto di possedere la verità è l’onestá assoluta. Ma pensino al loro Grillo pregiudicato con sentenza definitiva!

  • franco.piovani@tin.it 12 maggio 2018

    E’ la regola di chi dcie d’essse democratico ed invece è solo un presuntuoso. A me è capitato do incontrare un amministratore del vecchi Pci, a Fiesse provincia di Brescia, Gli feci una domanda. Mi guardò e mi rispose: con i democristiani non parlo. Il sindaco, pure lui falce e martello, cercò di mitigare l’incontri ma quell’altro insistette: non c’è bisogno. Trinaruciciuti come sempre…………

  • fdesalvo@aconet.it 12 maggio 2018

    Per la redazione: avevo copiato ed incollato dall’ultima riga dell’articolo “non fa parte del movimento” e vedo che sono rimaste solo le . Così il commento è rimasto monco e si capisce poco.
    Grazie

  • fdesalvo@aconet.it 12 maggio 2018

    Il signor Cinque ha detto ciò che pensava, e Di Maio scopre da ieri che <>. Se tutti i 5***** dicessero realmente ciò che pensano, resterebbe con quattro gatti come diceva Cossiga, o forse dovrebbe scoprire che anche lui <>.